Maurizio Olivieri: LA GIACCA DI PIETRA

La cultura ha una funzione sociale importante per la vitalità e lo sviluppo di una comunità e rappresenta, come scriveva Salvatore Carrubba sul Sole 24 ore, uno degli strumenti più efficaci per dare significato a una cittadinanza più matura.
Ma cosa è la cultura? Se guardiamo all’etimologia, cultura [dal latino cultura, der. di colĕre «coltivare»] è l’idea legata al coltivare qualcosa, curarla, esercitarla e dedicarvisi. Ma soprattutto è l’anello che riavvicina, unisce e che promuove occasioni di dialogo, favorisce lo stare insieme, la conoscenza; è strumento di inclusione sociale.
Questa è la strada che Lazio Sociale vuole seguire, la promozione di una cultura aperta a tutti e più vicina al territorio; per tale motivo, ritiene importante dare spazio a chi contribuisce a promuovere cultura.
Oggi Alessandra Bonifazi incontra lo scrittore Maurizio Olivieri, che nel mese di luglio 2016 ha pubblicato in “self-publishing” l’ultimo suo romanzo dal titolo “La giacca di pietra”, in versione sia e-book che cartacea.

Maurizio come è iniziata la sua esperienza di scrittore?
Inizia molto casualmente, durante una vacanza fatta a Ischia nell’agosto del 2004, e siccome era la mia prima vacanza che facevo da solo decisi di scrivere un piccolo diario di quelle giornate. Tornato a Roma lo inviai alla casa editrice “Il filo” che all’epoca ricercava manoscritti di scrittori sconosciuti attraverso la pubblicità sui quotidiani gratuiti, e così quello divenne il mio primo libro, “Viaggio a Ischia” appunto.

– “La Giacca di Pietra” è il suo ultimo libro, come nasce questo libro?
Dopo “Viaggio a Ischia” scrissi altri due libri che furono il seguito di quella prima opera, mentre “La giacca di pietra” nasce soprattutto dall’esigenza di voler mettere “nero su bianco” la mia esperienza di coppia, dove spesso nascono delle dinamiche che le persone coinvolte non riescono a comprendere con chiarezza e dove quindi a volte l’aiuto di una terza persona diventa necessario.
– E’ autobiografico?
La parte che descrivo relativa alle emozioni che Vittorio prova sono fondamentalmente autobiografiche, la storia in se e tutti gli atri personaggi invece è completamente di pura fantasia.

– Perché il titolo “la giacca di pietra?
Il titolo vuole evidenziare in qualche modo come a volte indossiamo un abito che non ci appartiene, ovvero come metafora della vita relativamente alle esperienze che facciamo e che crediamo essere quelle giuste, mentre in realtà ci stanno solo trascinando lentamente a fondo, come potrebbe fare una giacca di pietra se la indossassimo.

Nel racconto viene dato molto spazio al lavoro di introspezione del protagonista, Vittorio, che messaggio ha voluto dare?
Credo che il libro sia molto introspettivo proprio perché volevo lasciare spazio al lavoro che comunque Vittorio stava facendo su di se e come, nonostante la sua volontà di cambiare, stava rischiando di finire “schiacciato” dal peso di quella relazione che non riusciva comunque a interrompere, accettando così anche un viaggio che lui già percepiva pericoloso per entrambi. Al di la del fatto che poi possa piacere o meno, quello dell’introspezione è comunque una caratteristica che si trova spesso presente in tutti i miei libri.

Nel libro si evidenzia la necessità in Vittorio di uscire da uno stato di apatia che sente ormai presente nella relazione con la moglie Gloria, secondo lei cosa una coppia non deve fare per non giungere all’apatia e quindi alla rottura?
Io credo che la cosa più importante in una coppia sia la sincerità ovvero avere il coraggio di essere sempre se stessi. Spesso per paura di ferire l’altra persona, o anche di perderla, si attivano atteggiamenti di assecondamento che impediscono così alle persone di conoscersi realmente, con il rischio di muoversi soltanto in base all’idea che noi ci facciamo dell’altro, ma non in base a ciò che realisticamente la persona è.

Ad un certo punto del racconto, l’istinto di conservazione di Vittorio riuscirà a prevalere su un destino già all’apparenza segnato, da dove nasce tale forza?
Sono sempre più convinto che la nostra esperienza non si concluda con questa vita terrena ma che siamo Anime in continuo mutamento, quindi credere in una “forza superiore” è qualcosa che mi appartiene da tempo. Credo pertanto che non sia già tutto scritto nella nostra vita ma che siamo anche noi artefici del nostro destino e ognuno di noi ha la capacità di attivare la sua energia interiore, ricercandola dentro se stesso, anche se le strade per arrivarci sono diverse.

un consiglio per chi vuole intraprendere la strada della scrittura
Diciamo che io mi considero uno scrittore “part time”, ovvero scrivo solo quando mi sento ispirato quindi passo anche diversi periodi dell’anno senza scrivere neanche una riga. Il consiglio è di seguire il proprio istinto e di scrivere solamente se si ha realmente la voglia di scrivere qualcosa, o perché si ha la grande capacità di inventare storie, o perché solamente si vuole lasciare una traccia scritta di ciò che a livello di emozioni sentiamo di voler condividere con altre persone. In fondo questa voglia di scrivere mi è arrivata quasi senza rendermene conto, anche attraverso la lettura di libri che lentamente hanno aperto un nuovo canale emozionale dentro di me.

Progetti futuri? Un nuovo libro?
Al momento ho due progetti come dire “nel cassetto”: il primo di cui ho già iniziato la stesura, riguarda una grande tragedia avvenuta in Italia negli anni ’60 e che, dopo aver personalmente visitato quei luoghi, l’ho sentita molto vicina a me e pertanto scrivere questo libro sarà un modo per materializzare queste sensazioni; il secondo ancora agli albori e che definirei “futurista”, riguarda la parta energetica di noi esseri umani, ovvero come le nostre vibrazioni influenzano la vita nostra e degli altri: un libro che ho sentito il bisogno di scrivere dopo aver conosciuto una persona che segue molto la fisica quantistica ed aver così capito quanto questa scienza sia molto vicina a me e all’ideale che ho io della vita!

BIOGRAFIA

Maurizio Olivieri, nato a Roma nel 1964 dove attualmente risiede, è impiegato presso la Pubblica Amministrazione dal 1988. Laureato in Economia e Commercio nel 1997 presso l’Università di Roma La Sapienza, nel 2006 ha conseguito il diploma di “Counselor – Operatore nella relazione d’aiuto”, dopo un Master triennale in Gestalt – Counseling. Dal 2010 è iscritto all’albo della S.I.Co. – Società Italiana di Counseling.

 Ha pubblicato nel 2008 il suo primo romanzo “Viaggio a Ischia” con la case editrice “Albatros – Il Filo”, con cui si è classificato al 6° posto, alla VII edizione del Premio Internazionale poesia e narrativa di Savona, “Insieme nel mondo 2009”.

Nel mese di novembre 2009 ha pubblicato il suo 2° libro con la stessa casa editrice dal titolo: “Dal bisogno, al desiderio”, che può considerarsi il seguito del precedente libro, e che è stato finalista all’VIII edizione dello stesso Premio, “Insieme nel mondo 2010”.

  Nel mese di aprile 2010, ha ricevuto un Diploma di merito per la poesia inedita, “La fine come inizio”, alla 3^ edizione del Premio di Poesia e Narrativa, “Alberoandronico 2009”.

 Con al poesia inedita “Il circo della vita”, è giunto finalista alla VII edizione del Premio Letterario 2010, “Le parole che nascono dall’Anima”.

Il 3° libro, dal titolo “Come gocce nella pioggia” e che conclude la trilogia insieme ai precedenti due, è stato premiato a giugno 2011 come finalista al Premio Letterario Internazionale “Ida Baruzzi Bertozzi” di Chiavari, Marengo d’Oro edizione 2011, per opere inedite, e pubblicato successivamente con Albatros – Il Filo, nel mese di giugno 2012.

Nel mese di luglio 2016 ha pubblicato con Amazon in “self-publishing” l’ultimo suo romanzo dal titolo “La giacca di pietra”, in versione sia e-book che cartacea.

 Per chi è interessato ad approfondire:

 


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