Il concetto di Entropia


La faccio breve: si può dire che in chimica l’entropia è la misurazione della degradazione di un sistema, ovvero il risultato dell’utilizzo di energia necessaria a sviluppare il sistema stesso.
Qualsiasi sistema chimico nel suo sviluppo genera una quantità, seppur minima o infinitesimale, di scorie che tende ad accumularsi o trasformarsi in modo autonomo dal sistema che le ha generate.
Per quanto espressione del sistema stesso, questa quota di degrado non è funzionale al prodotto del sistema. E più si sviluppano sistemi chimici e più si genera entropia. Quindi si può dire che un sistema che produce degrado è un sistema che funziona.
E non è un paradosso: è una verità ed una realtà. Un buon pasto produce delle immondizie, tanto per farla comprensibile. Una lavorazione produce degli scarti.
L’esistenza di ognuno di noi, di ogni essere vivente, è vera e realequando produce scarti , inutilizzabili direttamente alla qualità della vita stessa. Il riutilizzo degli scarti è un obiettivo fondamentale ed è sempre stato praticato.
Nell’edilizia, nella falegnameria, nell’agricoltura , solo per citare alcuni settori del lavoro, il riciclo attraverso la trasformazione è alla base della loro economia.
Oggi è ancora di più un obiettivo pressante: la vita umana sul pianeta richiede sempre più un maggiore controllo degli scarti affinchè non siano solo rifiuti inutilizzati ed accumulati o dispersi  in disordine.
L’argomento, in senso filosofico, mi appassionò molto da quando parecchi anni fa lessi “Le Confessioni “di Sant’Agostino d’Ippona. Lettura che consiglio a tutti.
Perché è nella corruzione nel mondo (intesa come debolezza ,anche della materia) che si evidenzia la natura trascendente di Dio che invece è incorruttibile, secondo il suo pensiero. Tutto il resto è corruttibile,  quindi soggetto a degradazione .
Sant’Agostino fu uno strenuo oppositore dei manicheismi che invece sostenevano ( sostengono) che tutto fosse (è) o bianco o nero  e che si fa presto e bene a saper dove stare,  a fare  cosa e con chi. Perché, sempre secondo la visione manicheista, se si è giusti non si può essere sbagliati, mai e chi sbaglia è colpevole con volontà.
Quindi quale è il sistema perfetto?
A mio pensiero non esiste il sistema perfetto, o se lo è non può che essere quello che regola il mondo e la sua umanità.
Tornando ai rifiuti ed al sistema perfetto va compreso che il riutilizzo di scorie e di rifiuti comporta necessariamente altre scorie, è impossibile immaginare un sistema perfetto che non produca una piccola quota di degrado.
Questo principio aiuta, se compreso, anche nella vita ma soprattutto nelle relazioni interpersonali. Bisogna accettare i cambiamenti, sono necessari, indispensabiliperché tutti noi siamo soggetti a modifiche personali. E, visto che presto sarà argomento che vivrò intensamente comecittadino di Latina che va alle nuove elezioni amministrative , anche nella politica bisogna sapere che il sistema perfetto non lo si può fare e chi lo crede è ingenuo ed ottuso.
Si può fare invece il sistema migliore che non è mai quello che stabilisce che da una parte ci sono i buoni e tutti gli altri sono i cattivi ai quali , se proprio ci tengono, gli potrà essere concesso di  passare dalla parte dei buoni.

Agostino Mastrogiacomo
Presidente Acli Terra Latina

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Categorie:Sociale

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