Minori e videogames on-line: Sword Art OnLine


“Siamo i ragazzi di oggi…. noi siamo fatti così, guardiamo sempre al futuro” (Eros Ramazzotti).

I nativi di queste ultime generazioni sono nati di pari passo con il continuo svilupparsi dei New Media.
Con estrema disinvoltura utilizzano connessioni e strumenti di comunicazione e socializzazione al fine di condividere le proprie emozioni, e la propria vita, on – line.
Per ciò che concerne l’uso e consumo di videogiochi da molto tempo conduciamo indagini conoscitive sulle abitudini dei gamers.
La diffusione tra i giovani (ma non solo) è in costante aumento.
I generi predominanti sono: avventura, simulazione e strategia, azione, fantasia, sport e guerra.
Il 90% dei ragazzi si immedesima nel personaggio (eroe) del videogioco.
I valori che emergono sono: il coraggio, l’astuzia, l’abilità e l’aggressività.
È innegabile questo mondo dei videogame ha conquistato la vita quotidiana dei minori d’età.
Ultimamente, tra i ragazzi e le ragazze, si è intensificata la conoscenza di una serie di Novel Giapponesi.
Nello specifico mi riferisco a Sword Art Online light novel, scritta da Reki Kawahara.
Questa storia tratta le vicende di un giovane videogamer on-line, Kazuto Kirigaya, che sperimenta la realtà virtuale del Massive Multiplayer Online Role-playing Game (MMORPG).
Ossia il Gioco di ruolo, in rete, multigiocatore di massa.
In origine la serie fu scritta sotto forma di Web novel e dell’opera sono stati tratti i manga, anime e numerosi videogiochi.
Sword Art Online ha riscosso un grandissimo successo a livello internazionale,
Avvincente la trama densa di suspense che appassiona moltissimo gli adolescenti: drammatico, azione, avventura e romantico.
È debuttata proprio in questo mese di luglio la seconda parte, della terza stagione, di questa serie anime denominata “Sword Art Online: Alicization – War of Underworld – The Last Season” che si è trasformata anche in videogame multi giocatore.
L’attuale vera sfida è far bilanciare il tempo trascorso sull’attività dei giochi online e la consapevolezza del valore del proprio tempo.
Bisogna conoscere ed avvicinarsi a questo mondo dialogando e condividendo questo genere di interesse con i propri figli.
Meglio non demonizzare i videogiochi, come sempre più spesso si tende a fare, rimanendo distanti da questo mondo parallelo.
Certo è che i figli devono sapere che il tempo per giocare ai videogames c’è ma va organizzato.
È difatti importante cercare di stabilire insieme,  sin da subito, un limite ed un tempo massimo di utilizzo.
Sono sempre più frequenti le famiglie che si rivolgono al nostro servizio proprio perché le attività di gioco online non sono più gestibili e controllabili.

Monica Sansoni
Criminalista Forense

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