Con #liberailfuturo nasce la COMUNITA’ EDUCANTE SMART per contrastare la povertà educativa


Grande partecipazione durante l’incontro/workshop online che si è svolto giovedì 23 luglio in diretta su Facebook.

La creazione di una Comunità Educante Smart, di un network online per unire ragazzi, famiglie, scuole e istituzioni, per combattere disagi e povertà educativa, è stato l’obiettivo principale dell’evento “La Comunità Educante ai Tempi del Coronavirus”.

L’appuntamento è stato organizzato da Arciragazzi Roma, con il contributo di Regione Lazio, nell’ambito del progetto #liberailfuturo. Tra i presenti all’appuntamento online, Ugo Sinibaldi, Capofila del Progetto Libera il Futuro, Sergio Bonetti, Commissario del Comitato Provinciale di Roma di Ancos Confartigianato, Camillo Cantelli, Presidente di Arciragazzi Nazionale.
Tra gli ospiti istituzionali, Antonella Melito, Presidente del Consiglio Municipale del Municipio Roma VIII, Gina Chirizzi, Consigliera del Municipio Roma XV, Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche sociali del Municipio Roma I.
Il progetto, #liberailfuturo è stato selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

GLI OBIETTIVI DEL NETWORK ONLINE – L’intento di questo network è stato quello di trasformare la situazione di crisi causata dall’emergenza sanitaria Covid-19‚ in un’opportunità‚ che potesse consentire di immaginare‚ costruire e realizzare un format innovativo e funzionale per una Comunità Educante Online che vada ben oltre la contingenza della situazione epidemica. Con l’incontro/workshop online si sono poste le basi per la realizzazione di un format innovativo – sia dal punto di vista delle tecnologie che da quello dei contenuti – che attraverso analisi e riflessioni comuni‚ possa cambiare il paradigma delle Comunità Educanti e attivare la creazione di una Comunità Educante Smart‚ che consenta l’utilizzo di tools posti a disposizione dalla Digital Innovation che riescano a coinvolgere bambini e ragazzi‚ insegnanti e genitori‚ istituzioni e territorio nei processi di partecipazione‚ inclusione e decisione.
L’incontro/workshop ha posto le basi per la fase di start-up di questo futuro laboratorio digitale, consentendo di predisporre il format di connessione tra i soggetti della Comunità Educante e rappresentare l’esempio concreto da cui prenderà il via l’ipotesi di lavoro che, senza gettare via rapporti e relazioni tradizionali, dovrà cercare forme di confronto virtuali che possano diventare “virtuose”.

“Gli approfondimenti, nati dalle discussioni in proposito, ci hanno portato a credere – spiegano Sergio Bonetti e Ugo Sinibaldi – che l’introduzione di forme comunicazione e di lavoro a distanza non vadano viste unicamente come mezzo, ma che esse stesse possano creare le condizioni per dare forma e sostanza alla Comunità Educante online e Smart. Pensiamo che la realizzazione di questo format possa costituire un forte contributo innovativo e funzionale, necessario per coinvolgere una platea rappresentativa dei territori che possa contribuire a rimuovere gli ostacoli che esistono all’accesso alle opportunità educative”.

LA LOTTA ALLA POVERTÀ EDUCATIVA – Contrastare la povertà educativa, quindi, diventa un’azione fondamentale per lo sviluppo del Paese. Solo garantendo a tutti i bambini e ragazzi l’accesso a un’educazione di qualità, è possibile generare un cambiamento reale. Per fare questo è necessario avviare un percorso comune tra le agenzie educative del territorio, in primis la scuola e la famiglia, ma anche le istituzioni e il mondo del Terzo settore. In generale, è un processo che coinvolge tutti coloro che fanno parte della comunità educante, compresi gli stessi ragazzi, che da destinatari di servizi, diventano protagonisti del proprio futuro.

Con povertà educativa si intende “non solo dunque lo stato di povertà economica in cui si trovano i minori, ma anche la mancanza di opportunità, di relazioni e di socialità. Questa è determinata non solo dal reddito della famiglia, ma anche dall’offerta di servizi che il territorio e la scuola mettono a disposizione dei più piccoli. La risposta è costruire una comunità educante che offra a bambini e ragazzi processi di partecipazione e di inclusione. Per creare una comunità educante diffusa i contesti scolastici e istituzionali hanno un ruolo fondamentale nella realizzazione di azioni specifiche per promuovere la partecipazione sociale e un percorso di emancipazione pensato per i più piccoli.

http://www.creareecomunicare.com

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