“Resto in Campo”, un’opportunita’ per i giovani che cercano un lavoro stagionale e per i percettori di sussidi


Roma, 12 giu. – “Resto in Campo”, infatti, si rivolge alle
aziende agricole in cerca di manodopera che potranno inserire
offerte di lavoro, aggiungere posizioni lavorative ricercate,
ricercare lavoratori disponibili, visualizzare le candidature
ricevute e contattare il lavoratore. Nonche’ si rivolge ai
lavoratori agricoli in cerca di occupazione che potranno inserire
le competenze e le disponibilita’ sul territorio, cercare
un’offerta di lavoro e inviare la propria candidatura. “Resto in
Campo” e’ anche un’opportunita’ per i giovani che cercano un
lavoro stagionale e per i percettori di sussidi: la app, infatti,
e’ completamente integrata con il sistema Dol (Domanda e offerta
di lavoro), accessibile da MyAnpal anche agli operatori dei
centri per l’impiego e a tutti i soggetti accreditati
all’intermediazione del mercato del lavoro, inclusi gli enti
bilaterali dell’agricoltura se iscritti all’Albo di Anpal.
“Invito le imprese a cogliere sin da subito le potenzialita’
di questa app agile, intuitiva e semplificata ed a inviarci
segnalazioni per il suo eventuale miglioramento – afferma
Giuseppe L’Abbate – Ringrazio le associazioni datoriali che hanno
sopperito con strumenti informatici propri nell’attesa di una
piattaforma istituzionale che oggi finalmente c’e’ e che nasce
proprio per l’agricoltura, pronta ad essere adattata ed estesa ad
ogni altro settore. Infine, invito tutti coloro che intendono
lavorare nei campi a farsi avanti. Ad iniziare dai percettori di
ammortizzatori sociali (limitatamente al periodo di sospensione a
zero ore della prestazione lavorativa), di Naspi e Dis-coll
nonche’ di reddito di cittadinanza. Grazie all’art. 94 del Dl
Rilancio che ho fortemente sostenuto e che la Catalfo, a cui va
il mio rinnovato ringraziamento per l’impegno, ha reso realta’,
costoro potranno stipulare – conclude il Sottosegretario L’Abbate
– con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine
non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni,
senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel
limite di 2.000 euro per l’anno 2020”.

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(Fonte foto: varese7press)

Categorie:Lavoro, sanità, Sociale

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