Zoombombing e azioni di tutela


Il nuovo fenomeno che sta invadendo la didattica a distanza, e non solo, si chiama Zoombombing.
Tradotto dall’inglese Zoom-bombing, o “Zoom raid”, è l’intrusione in videocamera di un disturbatore che causa l’interruzione della video lezione, video conferenza.
Spesso diventano delle vere e proprie aggressioni verbali, e nei giorni dell’esplosione della pandemia, abbiamo svolto un duro lavoro di contenimento delle segnalazioni, inoltrate poi d’urgenza alla Polizia Giudiziaria della nostra Regione.
Come abbiamo visto Zoom è una delle App più usate a livello internazionale per mantenere sia i contatti e i servizi di lavoro, che le relazioni familiari ed amicali.
In questo periodo di restrizioni agli spostamenti, a causa del CoronaVirus, viene utilizzata anche dagli insegnanti, da alcune Istituzioni Pubbliche, e aziende private, per fare video call e riunioni.
All’estero, alcuni Paesi, la usano per tenere addirittura Consigli Governativi.
Secondo gli analisti di importanti Società, come per esempio SensorTower, nel mese di febbraio l’App di Zoom è stata scaricata circa 6,2 milioni di volte.
Giunti al mese di marzo ben 76 milioni di volte, dunque si stima più del mille per cento in più.
Di contro, però, si assiste alla nascita del fenomeno, e messa in atto, del Zoombombing.
In America l’FBI ha ricevuto un massivo numero di segnalazioni dovute a tali episodi da dover diffondere uno specifico comunicato per rendere noto il problema.
E ancora il New York Times ha trovato centinaia di profili Instagram, oltre che svariati account di Twitter, tesi a mettere in pratica azioni di Zoombombing.
Condividendo i codici di accesso di una video conferenza, oltre che pianificando il modus operandi per interrompere la call.
Migliaia gli account, seguiti dalle persone su Instagram, con nomi come: Zoomattack oppure Zoomraid, creati ad hoc per fornire indicazioni su come agire a scopo malevolo.
Dalle segnalazioni e denunce pervenute si evince che sempre più spesso sono minorenni a disturbare le video lezioni.
E l’azione successiva è filmare qualcosa di buffo, durante la pratica, e diffonderla tra amici e conoscenti.
Molti di questi video sono stati rilevati, successivamente, anche su TikTok (di cui abbiamo abbondantemente parlato in più occasioni) con lo scopo acquisire più followers possibili.
Ma riscontrabili sono anche gli Zoombombing organizzati invece da gruppi di adulti che, dopo essersi contattati sul Social Network, pianificano l’attacco.
A seguito di tutte queste condotte sono ora in arrivo azioni di Tutela volte a migliorare il servizio è contrastare questi comportamenti molesti.
La prima iniziativa di protezione sarà quella che riguarda le video chiamate organizzate attraverso un Personal Meeting ID.
L’utente che si collegherà alla riunione verrà posto in “sala d’attesa”.
Come una sorta di anticamera in cui si resta finché non giunge l’accettazione da parte dell’organizzatore.
Gli amministratori dovranno obbligatoriamente creare una password segreta, al fine di consentire l’ingresso in riunione.
Questo proprio per proteggere la riunione stessa da eventuali disturbatori.
Ergo, i partecipanti dovranno inserire la parola d’ordine per partecipare alla conferenza online.
Un ultimo ed importantissimo aggiornamento di tutela e protezione riguarda la condivisione dello schermo.
Infatti l’impostazione base sarà consentita solo all’Host.
Sarà quest’ultimo a permettere, eventualmente, la condivisione delle schermate agli altri partecipanti.
Attualmente la documentazione in studio è numerosa, e molteplici le consulenze richieste anche dalla Polizia Postale.
Per l’ampio raggio di azione internazionale, delle predette condotte, è necessario tradurre atti da lingue straniere, inglese e americano.
Pool di esperti Linguisti Forensi sono al lavoro costantemente al fine di produrre tempestivamente traduzioni ed interpretazioni alla Polizia Giudiziaria per poter portare a conclusione le attività di investigazione.
Difatti, oggi come oggi, è fondamentale potersi avvalere di Consulenti Tecnici Criminalisti Linguisti Forensi, di lingue straniere, che non si limitano soltanto alla mera traduzione letteraria di un documento.
L’esperto linguista, infatti, è specializzato anche nell’interpretazione dei testi giuridici e tecnici in ambito Forense, dei tabulati di messaggistica telefonica, WhatsApp, testamenti, lettere, nonché dell’importante significato del glossario linguistico, in gergo chiamato anche “impronta linguistica, eventualmente utilizzato da un Cyber criminale.
Sempre più richieste sono le traduzioni delle chat tra giocatori stranieri di video games online (Fortnite, Fortnite Battle Royal, Half-Life e molti altri) che mettono in pratica il grooming ovvero l’adescamento di un minore in Rete.
Oppure molti altri reati espletati attraverso la comunicazione online tra i giocatori.

Dott.ssa Monica Sansoni.
Criminalista Linguistica Forense

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