LA FOTOGRAFIA


Quel cartoncino lucido che non passa mai di moda.

Telefoni, Hard Disk, Google Drive e oramai anche Amazon Photo, sono strumenti che ci aiutano a mantenere vividi quei ricordi di anni fa, quando avevamo scattato quella foto in un bar o su un praticello verdognolo forse un po’ troppo umido. Con la nuova tecnologia abbiamo la possibilità di conservare varie sfaccettature ricorrenti ad anni precedenti e di poterle quindi rivedere ogni volta che vogliamo. Ma quanta differenza c’è tra il digitale ed il cartaceo?
La nuova generazione possiede vari album fotografici dei propri genitori raffigurati su cartoncini antichi e consumati, ma contengono nella loro vecchiaia il sentimento e il significato concreto di quella giornata passata con i nonni o con i propri amici. Purtroppo molti sottovalutano questo aspetto, dover eliminare alcune fotografie dal cellulare per dare più spazio alla memoria interna, e dando quindi alcuna attenzione verso quel dato fotografico distrutto che negli anni seguenti poteva lasciar scorrere i vari ricordi di una meravigliosa giornata passata in compagnia. Non tutti sanno che conservare le varie fotografie dopo averle stampate, è forse uno dei passatempi più belli di sempre. Guardare e riguardare quella persona, quel fiore, quel caffè rovesciato sul tavolo, quel sorriso spensierato e tutto quello che si ricollega ad una frase che tutti dicono, ma pochi comprendono : “Che bei ricordi”.
Ormai la fotografia nella generazione d’oggi è più rivolta per mostrare e dimostrare agli altri quanto una persona possa essere fotogenica, resa adatta al pubblico e di conseguenza commentata sui social, ma non dai figli che avranno in futuro. Pochi sono i giovani che si interessano a conservare i propri ricordi su un cartoncino lucido e molti sono quelli che si pentono di non aver concretizzato quel ricordo attraverso un album. Probabilmente il pensiero ed il rammarico di aver eliminato quell’elemento che raffigurava noi stessi con la propria famiglia o con i propri amici, arriva quando cominciamo a chiederci : “Ti ricordi quando…”

Giulia Mariniello

Categorie:cultura, Patrimonio culturale, Sociale, Tecnologia

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