San Giuseppe Artigiano: apostolo del lavoro – di Ivan Simeone, Direttore CLAAI Assimprese Lazio Sud


1 maggio 2020: oggi è la festa del lavoro…ma di quale “lavoro”?
Certamente un momento particolare per tutta la nostra società, le nostre imprese, i nostri artigiani. Oggi deve anche essere un giorno di speranza e di voglia di ripartire, più forti di prima. Il nostro lavoro, qualunque esso sia, ha un senso più alto; una visione “più alta” e mai come in questi momenti vi deve essere l’unità di intenti di tutti. Non possono e non devono esistere divisioni. Il mondo del lavoro, del “saper fare”, della produzione è unito! Un unicum.
Oggi si festeggia non a caso San Giuseppe artigiano. Ma chi è San Giuseppe ? Cosa rappresenta? Quale insegnamento?
Tutti lo immaginiamo avvinghiato su un bastone e poi, dopo una fugace comparsa, sparisce, si volatilizza nei Vangeli….ma è così ?
Se andiamo un tantino in profondità ci accorgiamo che San Giuseppe è una figura essenziale, il tipo di padre che, con discrezione vigila e ti risolve i problemi del quotidiano, colui che –nella normalità della giornata- ti insegna a lavorare e ad affrontare la vita di tutti i giorni, senza clamore ma con dedizione e costanza.
Se pensiamo che la vita pubblica di Gesù è durata circa dai trenta ai trentatré anni, il resto della Sua vita come è stata vissuta?
Sicuramente come un normalissimo figlio che cercava di stare appresso al proprio padre. Non dimentichiamoci che Giuseppe era definito un “artigiano” ovvero, per l’epoca, una persona di ingegno che faceva diversi lavori di costruzione manuale…quindi certamente non poteva essere un anziano “abbarbicato” al suo bastone, ma un uomo certamente maturo ma pieno di se per lavorare e portare avanti anche economicamente la propria famiglia.
Ci aiuta nella riflessione il saggio di Federico Suàrez, “Gesù sposo di Maria”, per le edizioni ARES che ho “ripescato” nella mia libreria. Consiglio a tutti di dargli una letta.
San Giuseppe potrebbe essere un esempio da seguire per tutti i Papà, discreti ma poi essenziali; San Giuseppe esempio per tutti coloro che si rimboccano le maniche per immergerle nel lavoro di tutti i giorni, qualsiasi esso sia…
San Josemarìa Escrivà, in una delle sue più importanti omelie, “Nella bottega di Giuseppe” (in E’ Gesù che passa” – Ed. ARES) focalizza proprio la figura di San Giuseppe ed al senso ultimo del lavoro quotidiano, del lavoro giornaliero… “San Giuseppe –ci rammenta San Josemaria- non era l’uomo delle soluzioni facili e miracolistiche; era uomo perseverante, tenace e –all’occorrenza- ingegnoso”….un uomo che lavorava per la sua famiglia “con un lavoro ben fatto…..La sua attività professionale era orientata al servizio degli altri, a rendere più gradevole la vita delle famiglie del villaggio; ed era certamente accompagnata da un sorriso, da una parola opportuna…..”
Ed allora perché non cominciare a raffigurarlo giovane ed operoso?
Buon primo maggio a tutti.

Ivan Simeoni

Direttore CLAAI Assimprese Lazio Sud

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