Cremonese Top 11 1980-2020 di Manuel Ricuperato



C’è stato un periodo, durato il decennio che va dal 1985 al 1995, in cui l’Italia è stata il centro del calcio mondiale. La domenica si sfidavano tra i confini nazionali i migliori giocatori, provenienti da tutti i paesi del mondo, a metà settimana si raccontava il dominio in campo europeo, registrato nell’albo d’oro delle maggiori competizioni continentali. Sei coppe Uefa vinte dai nostri club, ma anche 3 vittorie nelle quattro edizioni del Torneo Anglo-Italiano, competizione cara a noi amanti del calcio di periferia.
Degna rappresentante è la Cremonese, società che sabato 27 marzo 1993 festeggiò proprio la conquista del torneo al termine di una accesa gara vinta contro il Derby County.
Fu l’apice dell’avventura da tecnico della Cremonese di Luigi “Gigi” Simoni che la stagione precedente aveva condotto i grigiorossi alla vittoria nel campionato di serie B ed al ritorno nella massima serie mantenuta per tre stagioni e mai più riconquistata da allora.
I grigiorossi da qualche anno stavano facendo “l’ascensore” tra le due massime categorie, come spesso accadeva alle società della provincia italiana, ma nel triennio con il tecnico di Crevalcore in panchina si tolsero tante soddisfazioni battendo anche i più blasonati club italiani.
Nella nostra selezione abbiamo scelto proprio Simoni come tecnico, nominato allenatore del secolo della Cremonese dai suoi stessi sostenitori ed anche presidente dei cremonesi nel 2014, con l’avvento della proprietà riconducibile al conte Arvedi.
149 le partite da tecnico dei grigiorossi che decidiamo di schierare nella nostra formazione ideale con il 4-4-2 maggiormente utilizzato dal pragmatico tecnico bolognese.
Ma andiamo al campo.
Nella nostra formazione partiamo dal Michelangelo Rampulla, estremo difensore che ha indossato la maglia numero 1 dei grigiorossi per sette stagioni vincendo due campionati di serie B e guadagnandosi al termine della propria avventura in grigiorosso la cessione alla Juventus, dove arricchirà il proprio curriculum. Iconico il colpo di testa con cui, il 23 febbraio 1992, al 90’ di un sentitissimo derby contro l’Atalanta, realizzò la rete del pareggio per i suoi. E per vedere un gol di un portiere dovrà passare quasi un decennio da allora…Capitano della Cremonese ha difeso i pali nelle due massime categorie chiudendo con 241 presenze all’attivo, 214 reti incassate e quell’impresa da goleador. In seguito dirigente, tocca a lui l’incarico da presidente per un anno, il 2015, successore del suo tecnico del passato, Luigi Simoni.
Libero e regista difensivo scegliamo un ex giocatore dell’Inter, Corrado Verdelli, nel roster nerazzurro durante la stagione dei record con mister Trapattoni in panchina. Con i nerazzurri anche l’esordio in Coppa Campioni ma la fama internazionale Verdelli la toccherà con la rete rompighiaccio nella finale dell’Anglo Italiano. Sette stagioni con la numero 6 della Cremonese, indossata sempre da protagonista. Pochi fronzoli, stile sobrio, i gol al Derby County come raro momento di acclamazione, segnerà solo altre 3 volte in 142 gare disputate.
Francobollo appiccicato sull’attaccante di maggiore qualità degli avversari, evidente con quella zazzera riccioluta portata a spasso per il campo ed anche lui marcatore in quella magica giornata contro il Derby, Luigi Gualco ha indossato la fascia di capitano per tante stagioni. Precursore del ruolo, molto bravo negli inserimenti aerei, marcherà 30 segnature in 365 gare in grigiorosso. Anche per lui futuro da dirigente, presidente della Cremonese pre Arvedi, riportata in B con una doppia promozione dalla Seconda Divisione.
La maglia numero 5 ed i compiti di secondo marcatore sono per Francesco “Ciccio” Colonnese, 66 partite senza mai segnare, difensore centrale sempre concentrato, non particolarmente tecnico, che ha utilizzato la Cremonese per costruire una degna carriera di serie A. Molto veloce e scattante, ha seguito Simoni nelle sue avventure successive a Napoli e Milano, sponda Inter. In mezzo un passaggio nella capitale dove indosserà le maglie di Roma e Lazio.
Il ruolo di fluidificante sinistro ha visto la Cremonese lanciare Antonio Cabrini, ma erano gli anni 70 ed allora la nostra scelta cade su Giuseppe Favalli, figlio di Erminio cresciuto calcisticamente nei grigiorossi, spedito in campo ancora minorenne, poi finito, dopo 102 partite e 3 gol, a fare la fortuna di Lazio, Inter, Milan e Nazionale.
Passiamo al centrocampo. In cabina di regia un altro enfant prodige del calcio cremonese. Venduto dai grigiorossi insieme con Favalli e Bonomi, Dario Marcolin ha giocato 60 partite di campionato con 5 reti. Un metronomo elegante ma poco fortunato nel prosieguo della carriera, la sua promessa non è stata mantenuta nonostante i 5 miliardi di valutazione datagli da Cragnotti quando aveva appena 20 anni.
Ala destra imprevedibile, di grande sacrificio e personalità, con quel suo aspetto caratteristico, Attilio Lombardo ha accompagnato gli appassionati di calcio italiano lungo 15 anni di storia. Formato nel settore giovanile del Pergocrema passa giovanissimo alla Cremonese con la quale disputa 4 stagioni di serie B, lasciando i grigiorossi per la Sampdoria dopo aver messo a referto 17 gol in 141 uscite.
Il ruolo di mezzala o interno ha un solo proprietario: Riccardo Maspero. Come altri già citati nel nostro percorso viene lanciato giovanissimo dai grigiorossi. Giovane promessa, poi affermato capitano dopo un passaggio alla Sampdoria, era un giocatore di buonissime qualità tecniche, elegante e capace in zona realizzativa. 29 le sue reti in 279 partite in grigiorosso
A completare il centrocampo lotta a due. La nostra scelta cade sulla meteora Alessio Pirri, appena 16 presenze con i grigiorossi, ma per un paio di stagioni indiscussa promessa da far sbocciare. Inutile dirlo, non accadrà mai. Trequartista tecnico, particolarmente brillante nella rifinitura, ha vissuto la decadenza della società grigiorossa, ceduto troppo in fretta e mai completamente affermatosi. Alternativa di sostanza è Marco Giandebiaggi, mediano vero, 15 segnature in 222 partite, quasi tutte da titolare nella Cremonese in A e B.
Per l’attacco menzioniamo come seconda punta il lanciatissimo Enrico Chiesa che disputerà con la Cremonese il primo campionato da titolare in Serie A. Ex centrocampista di fascia con la Primavera della Samp, dopo qualche esperienza nelle serie minori conquista la fiducia di Simoni che ne fa un attaccante con i fiocchi e futuro protagonista per anni nella serie A italiana. 14 gol in 34 presenze in grigiorosso, ma la nostra scelta ricade sull’enfant prodige, Gianluca Vialli. Il centravanti di Samp, Juve e Nazionale prima di diventare un’icona del calcio italiano degli anni ’90 è un centrocampista offensivo della Cremonese in serie B, poi ala o seconda punta con Mondonico trova 10 reti in un campionato e spicca il volo verso la notorietà. Per lui 105 presenze e 23 reti.
Per il ruolo di centravanti preferiamo puntare su Andrea Tentoni, centravanti sempre brillante ma che ha incantato davvero solo per pochi mesi. 11 reti nel 1993-94, Sacchi lo segue per la Nazionale, ma ormai il futuro radioso del deb Tentoni è tutto già alle sue spalle. Protagonista in B ed in C, chiuderà giovanissimo, ma con 43 gol in 132 partite in grigiorosso ed il ricordo dei tifosi cremonesi per due stagioni davvero magiche. Menzioni per il ruolo anche per l’argentino Dezotti, proveniente dalla Lazio, puntuale marcatore e recordmen del club con i suoi 51 gol in 154 partite. Infine il paraguagio Neffa, promessa mai sbocciata, giovanissima promessa portata in Italia dalla Juve. Italia salutata dopo appena 3 gol in 46 partite, ma il suo nome è rimasto famoso, scelto come pseudonimo dal cantante rapper Giovanni Pellino, cui somigliava da giovane.

Manuel Ricuperato

Unione_Sportiva_Cremonese_1984-85

(foto: wikipedia.org)

Categorie:Sociale

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