La Violenza contro le donne, anche Minori d’età, non si arresta.


Le nostre cronache quotidiane ci rimandano ad un vero e proprio allarme sociale.
Il rapporto della Polizia di Stato “Questo non è amore 2019” conferma che la maggior parte delle donne uccise è stata assassinata per mano del partner o dell’ex partner.
I numeri sono freddi e spietati, ma dietro di essi ci sono storie di persone, amiche, madri, mogli, sorelle.
Vite annullate, sequestrate per sempre, vite umiliate, spezzate.
Contrastare questo fenomeno dilagante significa innanzitutto rispettare i Diritti Umani.
Come sostiene l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il fenomeno riconduce ad un grave problema di salute pubblica che incide sul benessere fisico, psichico e sociale delle donne.
La Violenza di Genere è un fenomeno molto difficile da contrastare.
Esso si annida nei meandri della società, spesso insospettabili e sfuggenti, manifestandosi il più delle volte silenziosamente nella quotidianità.
Purtroppo i casi che emergono sono solo la punta dell’iceberg, non potendo essere stimati tutti quegli episodi di maltrattamento che avvengono tra le mura domestiche che non vengono denunciati.
Trattasi di un fenomeno multidimensionale e necessita, affinché vi sia una adeguata presa in carico, di una Formazione specializzata che metta in primo piano il lavoro di rete e la sua modalità di intervento a supporto delle vittime.
Il Parlamento ha approvato, con numerose modifiche, il disegno di Legge del Governo C. 1455, volto ad inasprire la repressione penale della Violenza Domestica e di Genere introducendo ulteriori disposizioni di tutela delle vittime.
Il 9 agosto 2019 entra in vigore la legge denominata “CODICE ROSSO”.
Sono stati introdotti, altresì nuovi reati, nuove fattispecie delittuose come ad esempio: la costrizione al matrimonio, il Revenge porn ovvero la realizzazione, diffusione e condivisione di immagini e video sessualmente espliciti.
Il delitto di deformazione dell’aspetto attraverso lesioni permanenti al volto.
Viene introdotto il reato di violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare o di avvicinamento.
Infine divengono reati perseguibili d’ufficio gli atti sessuali nei confronti di Minori d’età.
Il femminicidio fa proprio il concetto culturale di Violenza di Genere ed è una espressione che descrive il fenomeno con riferimenti alle basi empirico-criminologiche.
La parola “femminicidio” ha iniziato a diffondersi nella lingua italiana solo a partire dall’anno 2008, ma fece il suo ingresso nell’utilizzo mediatico attraverso i lavori della sociologa e criminologa americana Diana Russell e dall’antropologa messicana Marcela Lagard.

Criminalista Linguistica Forense
Dott.ssa Monica Sansoni.

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Categorie:famiglia, Sicurezza, Sociale

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