XXVII° Congresso Acli Latina: Roberto Rossini


Carissimi delegate e delegati, Presidente!
Eccoci arrivati ad una nuova stagione congressuale. La viviamo nella consapevolezza
del cambiamento d’epoca: un mutamento rapido e impetuoso che attraversa il lavoro,
l’economia, la politica e perfino la nostra Chiesa. È una nuova storia che nasce. E noi
di storia ce ne intendiamo, perché in 75 anni abbiamo accompagnato i primi passi della
repubblica: ne abbiamo respirato lo spirito e partecipato concretamente allo sviluppo.
Abbiamo attraversato il periodo della liberazione, con un sincero antifascista come il
nostro fondatore Achille Grandi, e a partire da lui siamo poi stati protagonisti della
nascita delle istituzioni democratiche, dalla “prima” alla “terza” repubblica. Abbiamo
contribuito alla ricostruzione, alla modernizzazione e al miracolo economico. Abbiamo
partecipato ai nuovi fermenti popolari e conciliari. Abbiamo contribuito a resistere
durante il periodo del terrorismo e non abbiamo mai smesso di servire i più deboli e
tutti i cittadini durante le crisi economiche e finanziarie. Abbiamo visto il riflusso e
partecipato ai grandi movimenti per un mondo migliore, per globalizzare la solidarietà.
Se dovessimo sfogliare l’album di famiglia, se volessimo rileggere le parole che
abbiamo usato e ripensare alle idee che abbiamo creduto, potremmo senza dubbio
affermare di aver condiviso le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce delle donne
e degli uomini del nostro tempo, soprattutto dei più deboli. Il fatto di essere nati
durante l’alba della repubblica ci ha donato un senso speciale per la speranza. La
speranza – scriveva Paul Valéry – vede il punto debole delle cose. Forse è proprio per
questo che siamo attenti alle ingiustizie, ai piccoli, ai deboli, ai poveri. È un’attenzione
da non perdere, perché la nostra identità sta dove vivono le fragilità umane.
… ma anche là dove ci sono delle frontiere. Perché siamo un’associazione che ha
scelto e sostenuto le posizioni in cui ha creduto. Abbiamo fatto delle battaglie, a volte
vinte a volte perse. Ma abbiamo avuto il coraggio di sostenerle, di dire dei sì o dei no con chiarezza, senza ambiguità, perché crediamo nel confronto democratico. A volte le
nostre battaglie sono iniziate in controtendenza con una certa opinione pubblica, ma la
nostra unità e convinzione è la nostra differenza. Ed è con questo spirito che oggi
dobbiamo esserci, per sostenere con forza e intelligenza la nostra democrazia, che è
minacciata dalla troppa diseguaglianza, da un clima dove la politica è descritta come
un danno e l’essere umano è spesso trattato come un pericolo. È in gioco anche la
nostra democrazia rappresentativa. Noi non permetteremo che le associazioni, i corpi
intermedi, la mediazione sociale e politica siano messi in difficoltà! Noi non lasceremo
che parole come persona, comunità, solidarietà o accoglienza siano messe in cattiva
luce! Ed è anche per questo che noi non lasceremo da solo papa Francesco, nell’opera
di rinnovare, dialogare e anche cambiare questo benedetto mondo! Un mondo più
libero e più eguale è un mondo più fraterno. Un mondo più fraterno è un mondo che si
apre alla fede, a Dio.
Dobbiamo vivere bene il nostro tempo. Per questo vi invito a dibattere, a immaginare
nuovi modi per animare la città, che è il nostro mestiere più importante, ora. Ma anche
a trovare un momento speciale per pregare sulla città, cioè per la nostre comunità e per
il mondo intero: la pace è ancora una nostra grande aspirazione. Vi invito anche a
trovare un modo per sostenere la nostra campagna per l’Africa.
Carissimi aclisti, avanti! Continueremo a lavorare nei luoghi dove si accolgono i
cittadini e le famiglie per offrire loro servizi e opportunità. Continueremo a stare nelle
piazze e nelle strade per testimoniare le cose in cui crediamo per una una nuova
stagione di impegno sociale e politico! Continuiamo a lavorare tutti insieme, con lo
stile dell’umiltà e della tenacia, senza paura e con letizia, perché “insieme si può”. Vi
auguro di cuore buon congresso. Vi aspetto a Roma, a maggio, dove saremo tutti
insieme.

Roberto Rossini, Presidente nazionale
2 febbraio2020, festa della Candelora

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Categorie:Sociale

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