LAZIO. LEGAMBIENTE: DOMENICA 2 AL VIA GIORNATA MONDIALE ZONE UMIDE EVENTO DI PUNTA AL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO


(DIRE) Roma, 31 gen. – “Life thrives in wetlands – Wetland
biodiversity matters – La vita prospera nelle zone umide”. Questo
lo slogan della campagna globale 2020 lanciata in occasione della
Giornata Mondiale delle Zone umide che ricorre domenica 2
febbraio. Un appuntamento cui Legambiente contribuisce con oltre
una trentina di iniziative, tra visite guidate, attività di
birdwatching e convegni, che da Nord a Sud, animeranno l’intero
weekend, per ricordare il ruolo fondamentale di habitat peculiari
quali paludi, acquitrini, torbiere, specchi d’acqua, tanto
preziosi per il nostro ecosistema, quanto fragili e complessi nei
loro equilibri. Dall’escursione alle zone umide del Parco
Nazionale del Circeo (LT), evento di punta del fine settimana,
per scoprire e visitare laghi e acquitrini che ospitano una
ricchissima avifauna acquatica con oltre 260 specie tra
nidificanti e migratrici-svernanti all’escursione nell’Area
Naturalistica del lago di Ariamacina, nel Parco nazionale della
Sila, o alla visita guidata alle Oasi di Punte Alberete e Valle
Mandriole (Ra), in Emilia Romagna, per citarne solo alcune. Far
conoscere, sensibilizzare, preservare, sono le parole chiave al
centro di questo week-end e dell’impegno di Legambiente per la
giornata mondiale. Anzi, ora piu’ che mai, dal momento che il
2020 sara’ un anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi
sulla tutela della biodiversità e per salvaguardare queste zone
oggi in pericolo.
A ricordare l’importanza di queste aree sono anche i dati che
Legambiente ha raccolto nel Focus Zone Umide 2020 per tracciare
un quadro della situazione. Secondo la lista stilata dalla
Convezione di Ramsar, sono oltre 220 milioni gli ettari coperti
dalle zone umide nel mondo, rifugio per volatili, piante,
mammiferi, anfibi, pesci e invertebrati. Di questi, 82.331 ettari
(circa 15 mila con superficie agricola) si trovano in Italia,
Paese che conta 65 siti Ramsar e, complessivamente, ben 1520 zone
umide secondo l’inventario del PMWI (il Pan Mediterranean Wetland
Inventory di Med Wet). Il Belpaese vanta, inoltre, la piu’ grande
biodiversita’ d’Europa, ospitando il 37% della fauna euro
mediterranea. Grandi alleate nella lotta ai cambiamenti
climatici, fulcro di importanti rotte migratorie nonché fonte
inestimabile di risorse, le 2.200 zone umide d’importanza
strategica internazionale per il mantenimento della biodiversità
mondiale riconosciute dalla convenzione di Ramsar (2 febbraio
1971) accolgono la piu’ grande biodiversità della Terra, oltre a
giocare un ruolo decisivo nel mitigare gli impatti dei
cambiamenti climatici. In particolare, queste aree ricorda
Legambiente rappresentano i serbatoi di carbonio più efficaci
sulla Terra, immagazzinandone il doppio rispetto a quello
assorbito da tutte le foreste. Sono in grado di assorbire anche
le piogge in eccesso arginando il pericolo inondazioni, di
rallentare l’insorgere delle siccità e stabilizzare le emissioni
di gas serra. Limitano inoltre l’erosione delle aree costiere per
effetto dell’innalzamento del livello dei mari, riducendo
l’impatto di tifoni, uragani e tsunami. Custodiscono, al
contempo, scorci suggestivi in ogni stagione, luogo ideale per
praticare attività sportive ecosostenibili e incentivare
l’ecoturismo. Senza dimenticare gli importanti riverberi che
hanno sulla vita quotidiana dell’uomo, specie per quanto concerne
la produttività delle zone umide, le cui piante forniscono
alimenti base a gran parte della popolazione mondiale, dal riso
al pesce di acquacoltura, e il 70% di tutta l’acqua dolce
utilizzata per l’irrigazione.
Ambienti naturali che oggi, pero’, sono a rischio. Nel Focus,
Legambiente ricorda come il pericolo sparizione sia già una
realtà galoppante per questi habitat e per le specie che li
popolano. Se, come rileva il Segretariato della Convenzione di
Ramsar, dal 1900 a oggi, almeno i tre quarti delle zone umide di
tutto il mondo sono scomparsi, gli ultimi dati IUCN mettono in
evidenza anche il problema legato alla perdita della
biodiversità, con 596 su 2807 specie animali che in Italia
rischiano di scomparire, minacciate da cambiamenti climatici,
sfruttamento delle risorse naturali, frammentazione e perdita di
habitat, inquinamento e pesticidi, introduzione di specie aliene
invasive, urbanizzazione e infrastrutture. Allarmanti anche i
dati dell’ultimo rapporto Onu, che evidenzia come la natura stia
subendo un declino, con tassi d’estinzione senza precedenti nella
storia umana: nell’arco di un decennio potremmo dire addio a un
milione di specie animali e vegetali. “Le sfide ambientali- dichiara Antonio
Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità
di Legambiente- sono in costante aumento, a partire da quelle
legate alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia degli
ecosistemi. Peraltro, il 2020 sara’ un anno cruciale per
raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati con la Strategia
Nazionale per la Biodiversità, su cui l’Europa e l’Italia sono
in forte ritardo. Per questo, chiediamo un’accelerazione sul
fronte delle azioni da mettere in campo, anche alla luce delle
proposte avanzate dalle Nazioni Unite. Non solo le aree Ramsar,
ma anche tutte le aree umide inventariate dal PMWI, richiedono
attenzione e una corretta gestione sulla base della Strategia
Nazionale Biodiversità e dei suoi indirizzi. In particolare, tra
le proposte che lanciamo oggi, c’e’ quella di prevedere una
maggiore sinergia tra Direttive europee Acque, Habitat e Uccelli,
sostenendo la valorizzazione delle zone umide”.
L’associazione ambientalista sottolinea, inoltre, che per
tutelare e valorizzare queste aree e’ importante raccogliere,
diffondere e mettere in rete le buone pratiche, cosi’ come
incentivare la crescita numerica delle aree individuate dalla
convenzione Ramsar e le esperienze di bioeconomia circolare degli
ambienti umidi nazionali. Al contempo, e’ essenziale condividere
percorsi comuni che qualifichino le imprese e le attività svolte
nelle zone umide, dalle saline alle risaie e al turismo,
favorendo strumenti di conoscenza e partecipazione per cittadini
e operatori. Proprio in quest’ottica, la Giornata Mondiale delle
Zone umide mobilita ogni anno i gruppi locali di Legambiente e
centinaia di persone, con particolare attenzione alle aree
considerate minori e non riconosciute con lo status previsto
dalla Convenzione. Altre iniziative spaziano invece dalle
attivita’ di citizen science, con il censimento di piccole pozze
e stagni, alla realizzazione di piccole aree umide da parte di
cittadini e scuole nelle grandi aree urbane, sino ai percorsi di
adozione di ambienti umidi non adeguatamente tutelati. Campagne
ad hoc interessano anche alcune specie faunistiche degli ambienti
umidi da salvaguardare, come i rospi che rischiano di finire
schiacciati per strada. Appuntamenti. Oltre all’escursione al
Parco del Circeo, guidata dai volontari dell’associazione
ambientalista e dall’ornitologo Nick Henson, tra i principali
eventi organizzati da Legambiente per il fine settimana dell’1-2
febbraio, in programma la visita guidata Salviamo la Riserva
Sentina dall’erosione a San Benedetto del Tronto (Ap); ad
Avigliano (Pz), visita al Lacus Pensilis: uno scorcio di storia e
natura; in Calabria, escursione nell’Area Naturalistica del lago
di Ariamacina (Cs). A Bacoli (Na), visita al Lago di Fusaro,
mentre a Pozzuoli (Na) si andra’ alla scoperta di miti, leggende
e delle specie floreali e faunistiche del Lago d’Averno. Sempre
in Campania, a Giugliano (Na), previsto il convegno Valutazione
dello stato di salute ambientale del lago Patria ed ecosistemi
limitrofi. In Emilia Romagna, visita guidata alle Oasi di Punte
Alberete e Valle Mandriole (Ra). A Staranzano (Go), pulizie
invernali in occasione della Giornata Mondiale delle Zone umide;
a Torre d’Isola (Pv), escursione ad anello di Santa Sofia nel
Parco del Ticino; a Bizzozero (Va), passeggiata nel Parco Cintura
Verde Sud Varese; a Mortara (Pv), visita al fontanile della
città; a Viggiu’ (Va), passeggiata nel P.L.I.S. Valle della
Bevera.
Ad Alghero, in programma il convegno Laguna di Calich e Maria
Pia, quale futuro?; a Cagliari, escursione alla Laguna di Santa
Gilla. E ancora, alla scoperta di una nicchia ecologica del fiume
Alcantara, a Castiglione di Sicilia (Ct); trekking di conoscenza
Le vittime delle ‘bonifiche’: Lago Stelo e contrada Gaspa, a
Villarosa (En); escursioni naturalistiche ai Laghetti di
Marinello Patti (Me); “acchianata” naturalistica al Gorgo di
Santa Rosalia, a Palermo. In Toscana, passeggiata intorno al Lago
di Montepulciano (SI); serata divulgativa alla scoperta del
Padule di Bientina (Pi); Festa d’Inverno a Fonte di Zeno a
Marciano (Li). Infine, a Codevigo (Pd), visite guidate e un
convegno sulle Aree umide: oasi di biodiversità. Fra presente e
futuro, un punto di vista ornitologico. Appuntamento fuori
calendario, e’ invece la Festa delle associazioni di volontariato
in programma a San Giorgio di Piano (Bo) il prossimo 8 febbraio.

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Categorie:ambiente, Sociale

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