Il gioco del Domino.


La disfatta dei 5 stelle alle elezioni regionali è in linea con quanto accaduto ogni volta che gli elettori sono stati chiamati a decidere sul loro governo regionale ,europeo, amministrativo sin dalle elezioni politiche nazionali del 2018.
Pare un secolo fa ma in due anni hanno perso dovunque a cominciare proprio dalle amministrative dello stesso 2018.
Perchè?
La mia spiegazione è che un movimento che per anni aveva annunciato una rivoluzione totale, un capovolgimento di sistema su ogni apparato, di qualunque servizio e di ogni politica ha dimostrato nei fatti e concretamente che era solo in grado di adattarsi a tutto.
Ha dimostrato di non avere ne forma ne sostanza, di essere solo una grande espressione virtuale, inconcreta.
Espressione politica  nata nel web ed è destinata a finire nel web.
Peraltro i suoi alfieri che avevano dato l’impressione di essere dei veri e propri capitani coraggiosi, inattaccabili e decisamente superiori come grado morale, competenza, capacità e determinazione si sono dimostrati pavidi, impreparati, disposti ad ogni genuflessione e rinunciatari su tutto quello che avevano annunciato come limite invalicabile.
A partire dalle alleanze che non avrebbero mai fatto fino a fingere di aver raggiunto tutti gli obiettivi annunciati senza averne centrato neanche uno per bene.
Le esperienze territoriali sono state anche più esemplari , il caso di Roma e’ emblematico ma è il “sistema 5 Stelle” che è franato nel suo insieme.
Quel melting-pot di risposte brevi a problemi complessi , quelle soluzioni alternative e futuristiche ( spesso reazionarie e retrograde) che il “sistema 5 stelle” ha esaltato per anni sul blog di  Grillo e succedanei non funziona.
Non ha funzionato a Roma e dovunque sia stato applicato e non funziona e non funzionerà mai ad ogni livello politico ed amministrativo.
Le questioni complicate richiedono risposte complesse, di sistema oltre che di visione.
Del resto non ha funzionato il comunismo che di sostanza ne aveva decisamente di più di questo bislacco modo di affrontare i problemi e le esigenze di un popolo come è stato il Mov 5 Stelle.
Non basta essere il contrario di qualcosa che non ci piace per essere automaticamente la risposta giusta.
Serve la vera capacità di saper servire il Paese e  non è utile l’asservimento sciocco a regole che fanno acqua da tutte le parti.
Nel lungo intervento con cui Di Maio ha lasciato la carica di capo politicho del Mov 5 Stelle ( con tempi e modi poco degni per chi è un generale impegnato in battaglia) io ho colto una sola frase interessante.
Quando ha detto che un conto è dire cosa non và ed un conto è governare.
Ed è questa la radiografia di ciò che è stato ed ancora è il Mov5stelle: un movimento di opinione teso ad evidenziare ed esaltare problemi (anche dove non vi sono) ma sostanzialmente incapace di offrire risoluzioni praticabili e che possano rilanciare verso un progetto sociale evoluto e completo.
Con grande dispiacere per chi ha in buona fede creduto che un sistema simile al gioco del domino  fosse la semplificazione necessaria a questo nostro paese così diverso, difficile e bisognoso.
Agostino Mastrogiacomo
Presidente Acli Terra Latina

movimento-5-stelle

(Fonte Foto: Novali Bandiere)

Categorie:Politica, Sociale

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