#NoViolenza2.0 : Combattiamo la violenza di genere


Voglio un mazzo di fiori. Voglio una carezza sul viso. Non un occhio gonfio. Non un labbro spaccato.

“L’unico segno che voglio sulla pelle è quello lasciato da un bacio”, ha detto un bambino della scuola materna intervistato nella
sua classe.
“Non c’è alcuna differenza tra uomo e donna. La forza non conta!”, ha affermato ancora, con convinzione.
Se un’anima innocente come un infante sa come trattare una bambina nel rispetto e nell’educazione, allora perché un adulto
non sa farlo?
Grazie al progetto #NoViolenza2.0 editato dalle Acli provinciali di Latina, alla dott.ssa Liliana Salvati, psicologa-psicoterapeuta, alla dott.ssa Maria Luisa Cavalcanti, pedagogista clinico e alla dott.ssa Miriam Zerbinati, ingegnere civile ambientale, sono state svelate le varie forme di violenza nell’Istituto Superiore “Alessandro Manzoni” di Latina il 14 gennaio 2020, evento ultimo dopo il primo incontro tra alunni e professori.
“Molto spesso quello che ci ferma, quello che ci blocca a sbocciare verso la libertà, è la paura”, ha affermato la psicologa nelle sue illustrazioni visive. La diffusione delle proprie immagini, la violenza delle parole, gli ultimatum e le folli minacce verso
coloro a cui teniamo e amiamo mantengono la distanza dalla propria volontà di poter agire senza il permesso di qualcun altro.
“E’ una realtà che non vorremmo fosse reale”, ha confessato una ragazza dell’istituto dopo aver visto i vari cortometraggi.
“Alcuni rapiscono la tua fiducia per ridurti in poltiglia”, ha commentato un’altra ragazza.
Dopo la vicenda e la sconcertante verità della quattordicenne Carolina Picchio, molti ragazzi si sono resi conto di quanto una
tastiera usata nel modo sbagliato possa cessare un’esistenza a causa della distruzione psicologica tra messaggi di cattivo gusto, offese -anche a sfondo sessuale- e affermare che quell’individuo sia nullo nella società o per sé stessi. La stessa psicologa-psicoterapeuta Liliana Salvati, ha accentuato la deprimente e distruttiva categoria di violenza sul “Cyber Bullismo”che purtroppo, oggi giorno, non accentua a diminuire.
Stessa sorte si proroga per lo “Stalking” che, come le altre forme di violenze affermate dalla dottoressa Maria Luisa Cavalcanti, non è un movimento da sottovalutare.
Molti ragazzi, grazie all’aiuto delle forti immagini e alle relative spiegazioni, hanno compreso e messo da parte la realtà che li circonda, dover appropriarsi le proprie responsabilità e cessare quello che nelle scuole viene definito “Bullismo” che,
purtroppo, mette a dura prova gli animi più deboli finché questi ultimi possano compiere scelte azzardate e poco ortodosse.
“E’ una spinta verso un mondo migliore” ha commentato una ragazza sul progetto #NoViolenza2.0.
E come diceva Kofi Annan, “La violenza sulle donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani”

Giulia Mariniello

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Categorie:Sociale

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