Storie di calcio: l’Ancona di Guerini


Mi piacerebbe per diletto raccontarvi le storie o gli episodi delle squadre e dei calciatori che hanno giocato tra gli anni ’80, ’90 e 2000.
Curiosità, vicende, amarcord di un calcio che cambiava, diciamo da “Tutto il calcio minuto per minuto” a il calcio 24 ore su 24.
Invito altri appassionati a scrivere i loro racconti, così da fare una rubrica condivisa.
Apro la mia carrellata, che durerà qualche puntata, con una squadra sorprendente: l’Ancona che arrivò in serie A e successivamente in B giunse fino in finale di Coppa Italia.
Nella stagione 1991/92 raggiunse la promozione in seria A con un terzo posto, era la squadra allenata da mister Vincenzo Guerini, che rimase sino al 1994. In serie A arrivò penultima, retrocedendo in serie B. La stagione successiva nella serie cadetta si classificò ottava, ma meraviglio’ l’Italia giocando la finale di Coppa Italia contro la Sampdoria di Sven Goran Eriksson. Nel 1994/95 in serie B si aggiudicò il sesto posto con Mister Attilio Perotti e giocò la semifinale del torneo Anglo Italiano, perdendo il derby con l’Ascoli.
Chi erano i protagonisti di queste stagioni biancorosse?
Sicuramente il mister, tra i calciatori i navigati portieri Nista, tra i primissimi italiani a giocare in Inghilterra, e Micillo, poi Bertarelli, centravanti promettente, acquistato dalla Juventus ed inserito nell’affare Vialli con la Sampdoria, Pecoraro Scanio, arcigno mediano fratello del ministro dei Verdi, poi anche lui assessore e parlamentare, la coppia fortissima di centrocampo Gadda ed Ermini, il libero Bruniera o i terzini Lorenzini, Fontana e Mazzarano, centravanti il cobra di Pomezia Tovalieri e tra difesa e mediana i jolly Sogliano, sarà un famoso procuratore, e Lupo, l’ala al telentuoso Vecchiola. In serie A la squadra si trasferì nel nuovo stadio il “Conero”, incompleto della curva sud.  Rimase la stessa squadra con l’aggiunta di alcuni rinforzi: il terzino dalla lunga chioma Centofanti, dalla serie B l’attaccante Caccia, ma soprattutto quattro assi.
Il condor bomber Agostini, che farà la storia dei dorici, il raffinato ungherese Detari, il difensore campione del Mondo argentino Ruggeri e il fantasista di fascia, sempre argentino, Sergio Zarate, fratello del più giovane Maurito della Lazio.
Zarate nel mercato di riparazione fu sostituito dallo stopper slovacco Glonek.
Purtroppo retrocedettero con la peggior differenza reti del campionato e sei vittorie, con alle spalle solo il Pescara. Il quartetto veniva completato incredibilmente dalla Fiorentina e dal Brescia; campione d’Italia il Milan di Capello.
Purtroppo retrocedettero con la peggior differenza reti del campionato e sei vittorie, con alle spalle solo il Pescara. Il quartetto veniva completato incredibilmente dalla Fiorentina e dal Brescia; campione d’Italia il Milan di Capello.
I due anni successivi furono serie B, ma ci fu la incredibile cavalcata con la conquista della finale della Coppa Italia contro la fortissima Sampdoria che schierava campioni del calibro di Mancini, Platt, Gullit, Evani, Pagliuca, Viercowod, Lombardo e Jugovic. 0-0 ad Ancona, ma una sconfitta per i nostri eroi a Genova per 6-1.
L’Ancona per arrivare in finale sconfisse: Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino.
Vincenzo Guerini fu sicuramente il maggior artefice di uno storico quadriennio biancorosso. Un allenatore attento tatticamente, che senza clamore motivo’ una squadra che rimase nella storia, senza mai perdersi d’animo, riuscendo a dare ai suoi uomini una forza di squadra spesso inaspettata.
Da calciatore fu sfortunato, era molto promettente, ma un incidente in auto gli bloccò la carriera a soli 22 anni, giocava con la Fiorentina e la nazionale under 23.
Da allenatore aveva vinto campionato e Torneo di Viareggio allenando la primavera viola, poi due salvezze con la prima squadra dell’Empoli.
L’anno successivo passò al Napoli.
Era un calcio ancora capace di mantenere per anni l’ossatura delle squadre con calciatori che per anni militavano in una formazione, facendone la storia. La serie A era fortissima, vi dico solo che Oscar Ruggeri si disse onorato di potervi giocare e di vestire la maglia dell’Ancona, se pur con poche presenze. Aveva militato nel Real Madrid, aveva vinto il Mondiale nel 1986 e giocato la finale del 1990, era stato eletto calciatore dell’anno in Sudamerica nel 1991 e vinto tutto, compresa coppa Libertadores e intercontinentale con il River Plate. Detari era definito il Platini magiaro, poteva essere il suo erede a Torino, ma scelsero Zavarov. Detari era un alieno, un fuoriclasse forse discontinuo per vita sregolata. Ad Ancona segnò 9 goals, allora tanti, e cambiò 7 fuoriserie. Era la prima in serie A dell’Ancona nel nuovo stadio: Ancona 3 Inter 0, sotto una pioggia incessante doppietta ed assist per Lajos Detari, incanto’ tutti, e davanti aveva Zenga, Bergomi, Ferri, Battistini e De Agostini, un bunker.
Merita un racconto Massimo Agostini, sarà soprannominato il condor, 67 presenze e 30 centri, 12 in A e capocannoniere della B con 18 reti. In quel campionato di serie B la partita Genoa – Ancona fu spettacolare: 4-4. Cross, semirovesciata volante di Centofanti, la palla esplode sulla traversa,
entofanti, la palla esplode sulla traversa, rimbalza sulla linea, torna in campo, colpisce in rovesciata Agostini e palla all’angolino.

Nuctav

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(foto: wikipedia.org)

 

Categorie:Sociale

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