Gianni Palumbo: gli ultimi e i penultimi, dibattito aperto


Aggiungo all’analisi condivisa di Nicola Tavoletta che coglie elementi poco valutati, che la corsa al cambiamento è stata demagogica e alla cieca, quasi fosse la rivoluzione francese o quella russa. In realtà la lunga crisi economica ci ha colti impreparati per la sua durata. Non è stata colta la perdita grave di ruolo del ceto medio, degli Enti locali e dei corpi intermedi considerati parassitari e non produttori di ricchezza e democrazia. Questo ha prodotto sorpresa, risentimento e rancore sociale che non cogliamo nella sua pericolosità. Nelle periferie non solo urbane la lotta non è per entrare nell’ascensore sociale ma tra penultimi contro ultimi. Mentre ricchi e straricchi accumulano ricchezze mai viste. Internet da diffusore di libertà e conoscenza è diventato proprietà di pochi accaparratori. Da questo dobbiamo partire : operare per restituire spazi di democrazia a tutti, educare alla nonviolenza, all’uguaglianza, organizzare la libertà e la partecipazione, modificare il sistema economico da iper liberista a sociale, fermare la corsa alle modifiche climatiche ed alla distruzione dell’ambiente Facile? No, ma necessario per fermare il cammino verso la guerra. In questa battaglia l’alleanza tra ceti produttivi, cultura e religioni hanno un peso decisivo.

Di Gianni Palumbo

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Categorie:Sociale

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