AMBIENTE. GIARDINO NINFA, SCOPERTA ANTICA PORTA ACCESSO A CITTA’ MEDIEVALE ATTIVA LA PARTNERSHIP SAPIENZA-FONDAZIONE CAETANI


(DIRE) Roma, 20 giu. – La partnership tra la Fondazione Roffredo
Caetani e l’Universita’ La Sapienza di Roma ha consentito,
nell’ambito di una serie di studi sulle rovine del Giardino di
Ninfa, di scoprire l’antica porta di accesso alla citta’
medievale: da domenica 23 giugno, in occasione di una apertura
straordinaria del Giardino, i visitatori passeranno proprio da
quel varco rimasto inutilizzato per piu’ di cinque secoli e
proseguiranno verso un percorso inesplorato in alcuni tratti,
dove potranno ammirare specie di piante rare e angoli nascosti
dell’oasi.
Gli studi hanno infatti confermato che il passaggio che si
trova proprio davanti la chiesa di Santa Maria Maggiore a ridosso
di una antica torre e dove anticamente era ubicato un ponte (i
cui resti sono ancora visibili) che attraversava un corso
d’acqua, era utilizzato dai pellegrini che da Roma entravano
nella citta’ di Ninfa che al loro arrivo si trovavano proprio
davanti la basilica principale delle sette chiese della citta’,
dove nel 1159 il cardinale Rolando Bandinelli fu incoronato
Pontefice col nome di Alessandro III. Ninfa divenne nel corso dei
secoli una citta’ estremamente importante proprio per la presenza
della sorgente e per l’ubicazione tra la via Appia e la
Pedemontana e cosi’ nel 1298 Benedetto Caetani, noto come Papa
Bonifacio VIII la acquisto’ insieme ad altri territori limitrofi
per suo nipote Pietro II Caetani, segnando cosi’ la presenza
della nobile famiglia sul territorio pontino e lepino.
I resti della citta’, che venne saccheggiata e distrutta nel
1382, sono la straordinaria cornice e l’anima antica del Giardino
di Ninfa. I resti delle chiese, tra cui proprio l’antica Basilica
di Santa Maria Maggiore che continuarono ad essere officiate
almeno per tutto il XV e per parte del XVI secolo, vegliano
ancora sulla sua storia.

“Proprio per conservare, mantenere intatta
questa storia- spiega l’architetto Tommaso Agnoni, presidente
della Fondazione Roffredo Caetani- abbiamo recuperato l’area e
grazie agli studi della Scuola di Specializzazione in Beni
architettonici e del Paesaggio dell’Universita’ La Sapienza di
Roma e alla professoressa Daniela Esposito, avuto la certezza di
una ipotesi che gli studiosi della Fondazione avevano gia’
avanzato in passato. Da qui e’ nata la decisione di spostare
l’ingresso dei visitatori in quel punto, proprio per rispettare
la storia della citta’ e per dare modo a chi viene al Giardino di
Ninfa di rivivere in qualche modo le stesse emozioni, entrando
dalla porta principale che affacciava su quello che oggi e’ il
viale dei cipressi e che attraversa il giardino fino a sud, dove
si trova un’altra porta lungo le mura. Nella porta di ingresso
sono stati trovati i resti dell’antico ponte di pietra che
attraversava il corso d’acqua, le feritoie dalle quali i soldati
difendevano la città a ridosso di una antica torre”.
I lavori di sistemazione e pulizia dell’ingresso, preceduto da
due ponti in legno realizzati per consentire ai visitatori di
attraversare due corsi d’acqua che si trovano prima delle mura di
cinta, sono stati finanziati dalla Regione Lazio: “Voglio
ringraziare- prosegue il presidente Agnoni- l’assessore Enrica
Onorati che ha profuso il suo impegno per permettere l’utilizzo
di un vecchio finanziamento per questa finalità. Voglio inoltre
ribadire l’importanza, straordinaria, che la collaborazione con
le università di tutto il mondo rappresenta per la Fondazione
Roffredo Caetani, per il Giardino di Ninfa e il Castello di
Sermoneta. In questi giorni ospitiamo proprio al Castello i
ragazzi del Mit di Boston per la Summer School che, insieme ai
docenti, hanno avuto un incontro con l’Ordine degli architetti
durante il quale e’ stata ribadita la volontà di proseguire gli
studi sulle strutture dell’antica città di Ninfa. C’e’ molto
ancora da sapere sui luoghi dei Caetani e come Fondazione
continueremo ad investire per fare si che il loro sogno, quello
di vedere valorizzata la storia, la cultura, le bellezze naturali
e il concetto di rispetto per l’ambiente, vada avanti nel tempo”.
Una visita rinnovata con tratti suggestivi: gli angoli segreti
nel giardino di Ninfa.
A spiegarlo il direttore Antonella Ponsillo: “La sistemazione
dell’antica porta di ingresso ci ha consentiti di utilizzare
alcune specie di agrumi antichi che abbiamo provveduto a piantare
accanto al muro di cinta. Queste specie di agrumi risalgono al
‘500 e al ‘600 e sono in linea con la tradizione del Giardino e
in particolare dell’Hortus Conclusus che si trova al suo interno
e per questo rappresentano una forma di continuità sul piano
storico e botanico. I visitatori da domenica 23 in poi, potranno
attraversare alcuni tratti inesplorati rispetto al normale
percorso, angoli nascosti dove sara’ possibile ammirare piante
rare e di particolare bellezza”.

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(fonte foto: lastampa.it)

Categorie:Sociale

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