Il concetto di Entropia


Tre sono stati i  volani di sviluppo che hanno generato l’economia del secolo scorso e che hanno amplificato in modo enorme quelli che erano stati per secoli le possibilità cognitive e di progresso dei popoli del mondo.
Questi tre pilastri su cui tanto si è investito sono stati: Siderurgia, Cemento e Telecomunicazioni.
Lo sviluppo dell’industria della trasformazione dei metalli e della elettromeccanica   ha permesso la crescita di interi comparti produttivi. Il controllo dell’energia è stato possibile grazie alla forte capacità  che hanno le leghe metalliche di contenere e tollerare il calore e di essere modellabili e quindi idonee a realizzare progetti e prototipi utili ai processi produttivi concepiti dall’uomo.
Il cemento ha permesso lo sviluppo edilizio e la creazione di infrastrutture che hanno permesso un immenso incremento della viabilità terrestre.
Le telecomunicazioni hanno permesso la circolazione delle informazioni, la crescita esponenziale della conoscenza e il modo concreto, la possibiltà, di interagire con l’intero mondo anche per un solo individuo.
Ora per il nuovo periodo saranno tre i principali  ambiti dove vi sarà il prossimo sviluppo economico mondiale. E sono Aria, Terra e Acqua.
Possiamo interpretare questo scenario come un ritorno al passato, se non ai primordi della storia economica dell’umanità.
E qualcuno lo fa da anni, invocando come una moderna Cassandra, il ritorno ad un’economia anticapitalista e di prossimità.
In effetti non è tornando indietro nel tempo che si affronta l’impellente questione della conservazione ed utilizzo del pianeta terra.
Tornare indietro non sarà possibile e non sarebbe nemmeno giusto. Questa idea che il mondo può decrescere in sviluppo ed quindi  aumentare in qualità non risponde ad un’equazione di verità. Si potrebbero fare molti esempi ma basta mettersi un secondo solo in una condizione di necessità ( bisogno di cure mediche)  per comprendere che il ritorno ad un mondo privato di infrastrutture, di limitata viabilità, con macchinari inadeguati e deficitario in conoscenze appropriate non è quello che si può legittimamente  augurare.
Andare avanti si, si può e si deve. Le economie del futuro non vedranno l’estinzione delle costruzioni edili, l’eliminazione della siderurgica  e la stasi del livello di sviluppo delle telecomunicazioni, no tutt’altro.
Ma questi tre comparti saranno sempre più al servizio di una coscienza conservativa delle risorse naturali, del riuso dei materiali e del rinnovato utilizzo di beni di consumo durevoli e non.
Come? Attraverso le tecnologie che come obiettivo avranno anche quello di un limitato , molto limitato, impatto ambientale.
Impossibile pensare al moto perpetuo, alla pietra filosofale ed ai sistemi perfetti. Il concetto di entropia, ovvero di quella quota di degrado prodotta da un sistema in via di modifica( in lavoro), è già presente e conosciuto dall’uomo che dovrebbe valutarlo meglio, semmai. Ma non si può ignorare.
Non si può ignorare che soddisfare  un bisogno necessario ed urgente si può ottenere solo  con un processo applicativo complesso che implica creazione,  obiettivi, lavoro, sviluppo . Se non si tratta di un bisogno intellettuale o mistico.
E anche in questi casi vi sarebbe da discutere, comunque.

Agostino Mastrogiacomo, Presidente provinciale acliterra latina

mastrogiacomo

 

Categorie:economia, Sociale

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