Champagne!


Non a caso il vino inventato dall’abate Don Pérignon è il mito del bere a tavola ed in ogni luogo della terra. Niente è come lo Champagne che insieme a banana , Ferrari e Coca Cola sono le parole più conosciute al mondo
E’ paradossale in ogni cosa. E’ freddo gelido, algido come una donna impenetrabile ma allo stesso tempo scalda e va giù come fosse acqua. E’ sinonimo di gioia, di libertà senza inibizioni e di felicità ma cresce in un ampia zona ciottolosa, quasi insignificante, triste e malinconica. E’ quasi trasparente ma non smette mai di brillare e sfaccettare riflessi d’oro sgargianti. Fa schiuma, scompare in fretta ma le sue bollicine salgono sù nel bicchiere senza smettere mai . Come una bella donna, sa invecchiare anche tantissimo. Stordisce di profumi raffinati ma anche primordiali, lo bevi nel bicchiere a qualunque ora, minuto, qualsiasi occasione, prima di andare al bagno, dopo aver piegato il giornale, mentre l’ufficiale giudiziario ti pignora la mobilia, rende ogni momento speciale, ironico, leggero.
In compagnia ma anche in perfetta solitudine, niente concilia meglio con le improbabili curve della vita.
Lo champagne ha una lunga storia ed è importante saper leggere le etichette.
In basso su ogni etichetta sono obbligatoriamente riportate due lettere puntate.
Possono essere: N.M. oppure R.M. o anche C.M. ed infine M. A.
Premesso che è quasi impossibile trovare uno champagne che non sia buono( se non mal conservato) quelle sigle che ho messo in ordine di importanza vogliono dire:
N.M. Negotiant Manipolant che vuol dire colui che compra le uve o( il vino da imbottigliare) e le assembla secondo il suo sapere e volere. Tutte le grandi Maison blasonatissime sono NM . Se pensate ad una marca che conoscete è quasi certo che sia una NM. Fatta salva la possibilità che vi siano NM poco noti( e ve ne sono) tutti i grandissimi sono NM. Tutti buoni o eccellenti o straordinari. Possono fregiarsi di altre qualifiche come Grand Crus, Millesime’, Premier Crus ed avere titolazioni un poco ampollose( Exellent, RD….) che sempre sono associate a maggiori qualità gustative. ( e di costo)
R.M. Recoltant Manipolant ovvero che raccolgono e assemblano con altri raccolti. Meno noti, alcuni molto buoni. Generalmente meno costosi e con produzioni non grandiose per quantità. Qualifiche di poco inferiori ai N.M.
C.M. Consorsio di Manipolatori, ovvero dei negozianti e piccoli produttori che insieme destinano uve e vini per realizzare cantine di una certa convenienza. Poche etichette( rispetto alle altre sigle) ma sembrano buoni anche se difficilmente eccelsi.
Altre piccole sigle sono R.C., S.R., N.D. e si tratta di piccole differenziazioni tra chi etichetta e chi produce. Poche bottiglie che difficilmente troverete fuori dal territorio francese, nel complesso gradevoli quasi sempre specie se freddi gelati.
M.A. che sta per Marc Auxiliare ovvero: sottomarca.
Difficile trovarne in giro, di solito sono appannaggio di catene di distribuzioni che riforniscono locali dove l’elemento gustativo di un vino o di un cibo non sono al primo posto.
Nulla di che, se ne può fare a meno.

storia_dom_perignon            (fonte foto: Eataly.it)

Categorie:Sociale

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