A cosa serve studiare.

Tra i messaggi che circolano in questo periodo storico-politico definito “post globlizzazione” ve ne sono diversi che riguardano la formazione scolastica dei nostri figlioli.
Grazie ad una strategia piuttosto diffusa e generale si va affermando che la scuola non serve. Studiare e laurearsi non porta risultati obiettivi e sicuri. Anzi, fa perdere tempo, denaro ed energie mentali.
“Tanto poi il lavoro non si trova”, è il refrein di miglior livello che ci si può sentir rispondere.
Insomma, il caposaldo di ogni società evolutiva e che è stata la prima grande conquista sociale del nostro
paese( fare in modo che i figli dei contadini potessero diventare classe dirigente), vacilla e rischia di non
essere un pilastro della nostra politica .
La storia va avanti da parecchio e trova le prime radici negli anni chiamati “anni di piombo”, il decennio del
1970 .
Gli anni del ” 27 politico” e dei cattivi maestri che ripetevano che le università erano covi del potere e che
era altro quello che il popolo doveva sapere.
Oggi si diffondono messaggi che dichiarano che” i nostri nonni con solo la quinta elementare hanno fatto
grande la nazione e guarda oggi con tutti questi laureati dove siamo arrivati”, e giù commenti di
approvazione.
La politica, ai più alti livelli, irride le competenze, tutti capiscono di tutto e chi ha studiato, lavora e si forma
continuamente è definito come Professorone, Ingegnerone o al soldo dei banchieri e degli eurocrati.
Sembra esserci un obiettivo ampio: abbassare il livello di cognizione del popolo. Così il popolo avrà meno strumenti per mettere in relazione le cose come eventi, azioni, pronunciamenti, effetti.
Perché la scuola serve a questo, anzitutto. Oltre che a formare serve a saper ragionare. Per esempio:
studiare il latino serve ad aiutare ad imparare la logica e non ad apprendere una lingua che non parla nessuno. E la logica è la nemica del potere ed è nemica di chi il potere vuole conquistarlo e tenerselo ben stretto.
Uno degli obiettivi centrali di chi ha interesse a scardinare le democrazie evolute è proprio quello di minare
alla base il concetto stesso di scuola e della sua ragione di essere, di incrinarlo profondamente e ricostruirlo apportandovi le dovute modifiche.
Che modifiche?
Quelle che limitano il ricorso alla logica e che previlegiano il pensiero semplificato, se non la vera e propria metonimia.
Delegittimare il valore della scienza.
Limitare il processo cognitivo alla semplice ricerca enciclopedica. (manipolabile)
Diffondere messaggi dal forte impatto emotivo, magari senza alcuna attinenza con la verità, per indurre una limitata capacità all’analisi logica.
Preparare il popolo ad accettare( ed applaudire) acriticamente il dettato controllato da “Piattaforme” informative.
Nessuno si sogna più di fare le rivoluzioni armate . Ma il “sogno”( tradotto: incubo per le persone libere) di impadronirsi del potere e governare in modo autoritario non è decaduto ( vedi Cina e Russia, alcuni paesi centro e sud Americani, dell’ Asia e Africa).
Agostino Mastrogiacomo
mastrogiacomo
(fonte foto: www.news-24.it)

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