Indimenticabile incontro

vigne di borgogna

Si alzò che la nebbia ancora fumigava sulle vigne che erano perfettamente allineate sul piccolo colle che si vedeva dalla finestra dove aveva preso la camera.
La donna……la donna non ricordava chi fosse ma il vino si. Il vino era Chambertin 97.
Tre bottiglie in due. Eppure la notte era diventata giorno senza nessuna rilevanza, comodamente.
Curioso, pensava mentre continuava a sbirciare dalla finestra.
Che poi significa Campo di Bertino e nessuno darebbe credito al vino coltivato da un contadino che si chiama Bertino .
Ma nemmeno se coltivasse rape, ridacchiava mentre si infilava nei pantaloni in quella camera poco riscaldata.
Venne Paulette a controllare che tutto andasse bene, che filasse liscio con quel cliente a cui aveva affittato la camera con vista sulle vigne di Chambertin
Clos de Beze, si chiamava quella piccola locanda che madame Paulette aveva la fortuna di possedere.
Da buona ricca contadina aveva sale in zucca, e sapeva cogliere il momento . Ma non le mancava la curiosità .
Tutto bene monsieur Lambertus? Oh ouì madame, bonjuor. Tres bien , mercì.
Tentò un baciamano stucchevole ma la svelta Paulette fece in modo di non notare. C’era stata n’altra donna con lui lì, o no?
E gli sarebbe piaciuto sapere come mai era da solo.
Vedo che è solo stamattina, monsieur?
Già, l’ho notato anche io.
Qualche avvenimento ….increscioso? se non sono indiscreta.
No, madame, non lo è. Il fatto è che vorrei risponderle adeguatamente a non saprei dove cominciare, mi creda.
Oh, monsieur Lambertus. Non ci formalizziamo. Importante è che nessuno si sia fatto male.
No , tutt’altro . Sono incontri memorabili . Vivono nella memoria per sempre.
Già.
Sorseggiava il tè caldo, Lambertus e madame Paulette con tre occhi controllava che tutto fosse come lo aveva lasciato, ogni cosa al suo posto.
Manie da possesso, pensò Lambertus mentre sotto i baffi che non aveva gli navigava un sorriso compiacente.
Il sole stava vincendo su quella terra rigogliosissima e le vigne dalle radici ultrasecolari, annodate come gambe di sculture classiche , stavano immobili senza che un alito di vento spostasse una sola foglia.
Il re di queste terre  si chiamava Giovanni Senza Paura. Gli successe Filippo il Buono e poi Carlo il Temerario.
Per forza, pensava Lambertus, chi beve di questo vino non prova limite , nè verso il buono nè verso il tremendo.
Prese il soprabito e dopo aver pagato si incamminò verso l’automobile che aveva affittato.
Doveva raggiungere presto l’aereoporto per arrivare in tempo. Qualcuno lo stava  aspettando.
Memorabile anche il conto, si disse.

Ignoto cento

vino


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