Portavoce dell’Alleanza contro la Povertà del Lazio, Roberto Cellini: Roma, promuovere la coesione sociale e non negare i diritti

Alcuni fatti avvenuti ed altri annunciati a Roma nei confronti della parte più povera dei residenti negano i diritti più elementari e non promuovono certo la cultura della coesione e sicurezza sociale.
Promuovere la coesione sociale significa sviluppare quella rete di relazioni, di attività e iniziative collettive prescindendo dalle situazioni di bisogno contingenti e personali, tentativo che l’Alleanza contro la Povertà del Lazio sta tentando di perseguire con la partecipazione attiva alla elaborazione della Programmazione regionale 2018-20 relativa alle misure di contrasto alla povertà con lo strumento del REI.
Invece il ritardato avvio del Piano caldo, la cancellazione dell’anagrafe degli extracomunitari presso importanti associazioni e presso il domicilio virtuale di Via Modesta Valenti, i quindicimila clochard sparsi nella città, lo sgombero anticipato del Camping River, dopo che la stessa amministrazione aveva approvato con la DGC 105/2017 un Piano d’indirizzo per l’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti e le dichiarazioni sugli sgomberi dei palazzi occupati dai senza casa sono tutte azioni o intenzioni che fanno una scelta di campo verso l’isolamento o marginalizzazione della parte più sofferente della città a favore di un presunto decoro formale e legale.
In questo contesto apprezziamo l’incontro annunciato per il 2 agosto a Montecitorio tra il Presidente della Camera Roberto Fico e una delegazione di Rom e Sinti nell’anniversario del 2 agosto 1944 in cui furono uccisi ad Auschwitz 2897 donne, uomini e bambini rom e sinti.
Riteniamo che il metodo della “Terza via” annunciato in queste ore come soluzione di contrasto alla povertà non sia la strada giusta ma al contrario solo la certezza per tutte le persone dell’esistenza di una rete strutturata di servizi attiva per rispondere ai bisogni sociali per prevenire e contrastare tutte le esclusioni sia il percorso da promuovere per la crescita economica e sociale dei cittadini e loro famiglie.
Per questo sommessamente consigliamo al Comune di Roma, dopo i fuochi d’artificio della presentazione, di concludere la stesura del Piano Sociale di Roma percorso iniziato con delibera dell’assemblea capitolina del 3 agosto 2016.
La conclusione e l’adozione del Piano sarebbe un passo avanti per rinunciare a politiche muscolari e sostituirle con politiche sociali rivolte agli ultimi della città.

Roberto Cellini
Portavoce dell’Alleanza regionale contro la Povertà del Lazio


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