Viandanti Sociali: Sermoneta

Sermoneta è un piccolo paese in provincia di Latina, facilmente raggiungibile con due diverse strade , comodamente percorribili in ciclo, moto,  auto o pullman che si arrampicano dolcemente tra pochi tornanti.
E situato su una rocca di poche centinaia di metri di altezza sul livello del mare e domina direttamente la vista sull’intero Agro Pontino, da Terracina fino alle pendici dei Monti Albani a sud di Roma.
E’ un paese che affascina chiunque lo visiti per due caratteristiche che non si percepiscono immediatamente.
Più che per i panorami, sia verso le montagne a ridosso, sia verso la pianura ed il mare, affascina per il suo silenzio e la sua aurea di luogo saltato a piedi pari dalla storia.
Ed è proprio così, è esattamente questa la caratteristica che rende quasi unico questo luogo, dichiarato dal 2014 “Gioiello d’ Europa”.
Infatti l’ultima edificazione risale al 17mo secolo e non vi è nessuna periferia “moderna” a fare da cornice al centro storico medioevale.
E’ ancora tutto racchiuso nelle sue mura perimetrali e nessuna concessione all’era moderna ha trovato spazio in questo luogo incantevole.
Nessuna strada è stata adattata all’era dell’ automobile, nessun motore romba nei vicoli , stretti e quasi tutti gradinati.
Le case hanno finestre piccole e ornate di fiori, le mura sono forti e capita spesso di incontrare tra gli angoli silenziosi delle antiche case, le postazioni di difesa per gli arcieri e per i tiratori con l’archibugio.
Il paese è dominato da un castello, il castello Caetani, ce non era però la loro dimora principesca.
Il castello di Sermoneta, allora si chiamava Sulmo, era infatti il presidio militare a difesa del più grande possedimento del “Principato Romano”, quella congrega nobiliare che avrebbe difeso il Papato contro ogni nemico ed al cui interno era frequente fosse eletto il nuovo Papa una volta deceduto il precedente.
Il più grande possedimento ma anche il più improduttivo, al punto che Papa Alessandro Sesto ,lo spagnolo Borgia,in attesa che il debito erariale venisse saldato, ne avocò a se il possesso e vi mando a fare bella presenza i due figli: Cesare, detto il Valentino, e Lucrezia, passata ingiustamente alla storia come un’avvelenatrice e cospiratrice infida.
Sermoneta però è anche un nome, anzi un cognome. Come molti dei comuni di questa area compresa intorno ai Monti Lepini ,gli ebrei cacciati da……………………….trovarono alloggio e nome per i secoli a seguire, in buona convivenza ed in piena tolleranza con gli abitanti autoctoni.
E sono Sermoneta, Maenza, Piperno, Segni ( Di Segni),Veroli( Di Veroli) Cori.
Parleremo anche di loro.
I giardini arroccati introno al Castello sono ricchi di arance, dolci ed amare e dalle mura esposte al sole trovano spazio i generosi capperi ottimi se conservati sotto sale.
La cucina è ampiamente rappresentata da numerosi punti di ristoro. Si va dal comodo panino con la porchetta o con la salsiccia con i broccoletti fino ad affettati e caci locali, passando per fettuccine e gnocchi fatti a mano( con funghi porcini e ragout classico) . Poi capretto, agnello, maialino e tanti carciofi ed asparagi ( secondo il periodo).
Il paese subisce un lento spopolamento a vantaggio del trasferimento delle famiglie verso la pianura.
Acliterra della Provincia di Latina  sta prevedendo, per questi centri delle comunità montane, un piano di rilancio , di accoglienza e abitativo destinato alla terza età attiva.

Lambertus

sermoneta


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