Frosinone, associazioni unite contro la povertà

Redazione L’Inchiesta Quotidiano

Il  progetto “Poveri Noi”, finanziato per un anno con 104.000 € dalla determinazione G 10358 della Regione Lazio, si propone l’obiettivo di sviluppare una rete di individuazione dei bisogni e progettare interventi per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità in provincia di Frosinone.  Il soggetto proponente è una ATS e le 12 associazioni aderenti alla rete, e tra cui sarà ripartita la somma del finanziamento, circa 7.000 a testa, sono le seguenti: Associazione capofila – Nuovi cittadini ciociari Frosinone – Acli Frosinone -A.G.E Cassino – Città Futura Frosinone – Lilt Frosinone – CDS Cassino – Oltre l’Occidente Frosinone – La Lanterna Arce – Famiglia Futura Ceccano -Nuovi Orizzonti Frosinone – Anolf Frosinone – A.GEN.DI. Sora. Il progetto non prevede la sola partecipazioni dei membri dell’ATS ma anche la collaborazione di enti pubblici e del privato sociale per attivare le risorse esistenti nel territorio. Ieri si è tenuta nella sede della Regione Lazio a Frosinone la presentazione ufficiale. A modera i lavori Maria Cristina Papitto del Laboratorio TEU. Dopo i saluti di accoglienza il dirigente regionale Daniele Tasca ha ringraziato tutte le associazioni partecipanti, augurando loro un buon lavoro al servizio delle persone in bisogno. La moderatrice ha poi passato la parola ad Abdul Oussafi, responsabile dell’associazione capofila “Nuovi Cittadini Onlus”, il quale ha illustrato le due aree scelte per gli interventi da realizzare che sono: l’emporio con la distribuzione di viveri, indumenti, farmaci ecc. e il Pronto intervento sociale che avrà come obiettivo la presa in carico e l’orientamento ai servizi attivi del territorio per le persone in condizione di bisogno. «Psicologi, medici, farmacisti, autisti ecc… – continua Abdul – sono i 43 volontari, appartenenti alle diverse associazioni, che erogheranno i servizi, previsti dal progetto: visite mediche ginecologiche e dermatologiche, sportello di ascolto psicologico, ambulatorio solidale – farmacia, emporio vestiario e alimentare, segretariato sociale. Servizi – ha precisato – che non sono alternativi al sistema socio sanitario istituzionale. Vogliono essere di stimolo alle istituzioni per un servizio sociale più efficace». Il coordinatore del progetto, Walter Bianchi nel suo intervento ha argomentato con dati Istat la distinzione tra povertà assoluta, che attiene alla sopravvivenza, e la povertà relativa che si riferisce agli standard di vita prevalente. Secondo gli stessi nel 2017 in Italia sono state 5.800.000 le persone in povertà assoluta pari al 6,9% della popolazione mentre sono ben 9.350.000, il 12,3%, le persone in povertà relativa con una prevalenza, per quanto riguarda le fasce d’età, degli over 30. «Analizzando i dati si evince che il Mezzogiorno ha la più alta percentuale di poveri assoluti e relativi – continua Bianchi – anche se la provincia di Frosinone è compresa nel Centro non dimentichiamo che essa confina con ben tre regioni del Mezzogiorno. Il progetto prevede inizialmente il supporto a 200 famiglie con reddito basso, problemi abitativi ecc. ma si punta ad incrementare tale dato per contrastare la povertà ed il disagio familiare o personale in continua crescita». Il modello teorico della rete ha lo scopo di creare prossimità, di attivare le risorse e di sensibilizzare le istituzioni per risolvere il disagio. La provincia è stata, pertanto, suddivisa in 4 aree i « Social HUB» luogo di incontro fisico ma anche luogo dove confluiranno tutti i risultati dei «Social point» previsti. Tra i servizi e gli strumenti di cui si doterà la rete progettuale c’è anche una mappa geolocalizzata che permetterà ai visitatori della pagina Fb di Poveri Noi di individuare i «Social Hub e Social point» dislocati sul territorio, gli orari di apertura e chiusura e i servizi erogati. Per meglio chirire le opportunità offerte ai portatori di bisogno la moderatrice invita i responsabili delle dodici associazioni ad illustrare le funzioni ed i compiti che eserciteranno nella loro collaborazione alle azioni progettuali. Gli interventi di Antonio Fargnoli, di Age, Gianrico Rossi, Acli, Luigi De Matteo, Città Futura, a cui unirà la sua voce  David Donfrancesco dell’associazione «Il Faro» di Sora hanno ribadito con diversi accenti e sulla medesima lunghezza d’onda che l’intero progetto non è mai stato pensato come ad un puro assistenzialismo ma come concreto contributo di azioni solidali volte a sollecitare un mutamento di parametri per garantire lo sviluppo: costruire comunità solidali ed inclusive.

 

 


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