Dammi tre parole

ago nero

Sedici anni fa una cantante italiana, Valeria Rossi, fece strike con questo ritornello che quasi tutti ancora  ricordano.
Ed erano tre, solo tre, le parole che Achille Campanile, acuto intellettuale ed artista italiano che ha contribuito a rendere magnifico questo  paese che è l’Italia, diceva con dovremmo imparare a dire .
Tre parole che non dice quasi mai nessuno (io sono tra questi)  e che sarebbero davvero opportune in una realtà cognitiva  che è una specie di enciclopedia mostruosamente ricca di notizie.
Le TRE  parole che  Achille Campanile  usava dire erano: NON LO SO.
In questo stesso istante c’è una moltitudine di persone che si esprimono dando voce a pensieri che non hanno elaborato, a conoscenze che non hanno mai verificato, a opinioni che il più delle volte sono formate solo con la volontà di essere il contrario delle opinioni altrui.
Eppure basterebbe dire apertamente, con franchezza, con un senso pieno di liberazione:  NON LO SO.
Che poi può significare molte più cose che dover credersi pieni di sapere. Di sapere tutto e anzi, di saperne più di tutti su tutto.
NON LO SO può voler dire che non mi interessa nemmeno saperlo. O potrebbe alludere ad una volontà di volerlo apprendere. Di sicuro (e questo era il vero intendimento del grande pensatore)  NON LO SO vuol dire che non me lo faccio dire da chi ripete ossessivamente il medesimo messaggio.
Qualsiasi messaggio sia.
NON LO SO vuol dire che mi tengo la libertà di elaborare il mio pensiero riguardo ad un argomento di cui effettivamente so poco.
NON LO SO esprime il semplice concetto della distinzione, dell’individualità in un mondo in cui tutti sono esperti  di tutto.
NON LO SO ammette che qualcuno effettivamente formato possa saperlo, come un medico per una malattia, un avvocato per una causa, un traduttore per una lingua sconosciuta.

Oggi ci sentiamo (non tutti, fortunatamente) trasportatori di messaggi. Come dei  solerti e fedelissimi postini ci prestiamo al “fai girare”, al “condividi subito” con  lo stesso spirito critico che ha un cagnolino nei confronti del suo padrone o padrona.
E in un attimo ci facciamo indurre il sapere, senza altro bisogno che il trasferire un messaggio nella propria testa

 Siamo tutti  liberi di pensarla come ci aggrada ma facciamo  in modo che il nostro pensiero sia il nostro e che non sia il contenitore dei pensieri altrui. 

Agostino Mastrogiacomo


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