L’inganno

L’uomo stava cercando di riarrotolare la tenda  da sole del suo balcone, al sesto piano di un  bel palazzo moderno. Era  Il balcone di casa sua, quello che  affacciava direttamente su  una  strada centrale della città, tranquilla e mai troppo trafficata.
Stava sulla scala e forse a causa della sua giovane età , non più di quarant’ anni, si sentiva in piena sicurezza mentre cercava con le mani allungate verso il soffitto di svolgere questa  operazione. Forse fu un  piccione di città o un rondone che voleva annidarsi nello spazio dove era contenuto l’avvolgibile della finestra e allora lui  fece un  piccolo sobbalzo verso l’esterno, sorpreso da questa ombra ravvicinata che lo aveva spaventato. Solo allora si rese conto della sua estrema precarietà , di quanto non fosse affatto in una posizione stabile e sicura. Un   uccello,  solo uno stupido uccello passato troppo vicino  e lui stava perdendo il suo equilibrio, stava per precipitare verso il vuoto. Perse l’appoggio del piede destro, tese le mani verso  un appiglio  che non c’era, sporse fuori dal balcone senza poter fermare in alcun modo la forza di gravità che lo stava attraendo giù, giù inesorabilmente.
Fu assalito da un immenso senso di angoscia e lanciò un grido di disperazione, come un allarme scagliato in direzione del niente ed iniziò  a cadere, a precipitare verso la strada, contro  le auto in sosta e i pochi passanti che vi camminavano.
Allora pensò ” quanto tempo ho?”
Pochi secondi, che a lui sembrarono davvero troppo pochi per pregare, per lasciare un  testamento di sè, per vincere il senso di colpa che stava provando.
Non fece in tempo a pensare, tutto il tempo lo aveva già avuto e non aveva pensato abbastanza, non aveva fatto nulla  abbastanza per accettare quel destino beffardo che lo faceva morire così.
Cadde sopra un  auto in sosta e poi a terra, sul marciapiede. Il primo impatto ebbe l’effetto di rompergli il collo e la schiena, quando finì sul marciapiede era già morto.
Era solo in casa ed il suo urlo fu ascoltato da qualcuno che però non capì cosa fosse, cosa stava accadendo.
Il grido rimbalzò tra i palazzi, si arrampicò sui tetti e finì lontano, non ne rimase nulla.
Rimase il suo corpo a terra, sconnesso, con  il sangue che scivolava via dalla sua testa , con gli occhi semiaperti come la sua bocca.
Un piccolo gruppo di persone lo guardavano inorriditi mentre era fermo così, morto in pochi secondi.
Eppure si era  sentito sicuro ed in perfetta salute.

Lambertus

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