Volubilità delle convinzioni

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Ma risponde al vero che le ideologie sono finite? Quest’ultimo risultato elettorale in Italia farebbe supporre di si.
Ho letto che di colpo è caduto. Ci si è lasciati alle spalle il Novecento, il secolo scorso ovvero quello in cui sono successe più cose in meno di cento anni che in tutta la storia dell’umanità.
Inutile rinominarle  tutte , per quello che mi riguarda  è sufficiente ascoltare la “Sagra della Primavera” di Stravinsky ed è già abbastanza. Qualche anno fa mia figliola Ottavia mi chiese una cosa : “Papi, ma cosa c’e’ oggi che non c’era quando eri giovane tu?” Lei aveva credo quindici anni, quindi sette anni fa, più o meno.
“Oltre al telefono senza fili ed alle comunicazioni via  internet nulla di così importante”, gli risposi dopo averci pensato su.  Tutto il resto, anche se in forma meno perfezionata esisteva già, era nato nel secolo che  ha visto nascere anche me. Naturalmente non erano comprese le scoperte scientifiche, in medicina in modo particolare ma alla fine quello che più caratterizzava questo  nuovo secolo erano le telecomunicazioni. E niente era ed è diventato importante come il “messaggio”. Comunicare istantaneamente con tutti, ovunque, dovunque e comunque, salvo restrizioni d’obbligo.
Questo ha inciso sulla caduta delle ideologie? In prima battuta direi di si  ma poi ci penso e mi dico: forse dovrei rifletterci meglio su ‘sta cosa. E mi chiedo: come mai in Inghilterra da secoli esistono ancora i Laburisti ed i Conservatori? E in America del Nord? Anche lì, da tre secoli e passa, vi sono i Repubblicani ed i Democratici. Forse mi sfugge qualcosa?
Certo nessuno di questi paesi ha conosciuto le dittature , anzi le hanno combattute e sconfitte. Ma è sufficiente ad affermare che di colpo, l’ideologia , il credere ad una visione del mondo o ad un’altra( alternativa e contrapposta; non OPPOSTA e NEMICA) è finita sotterrata per sempre?
Si direbbe, non sono il solo a pensarci su, che la storia del nostro paese abbia fatto un salto all’indietro, che sia tornata a quell’Italia che non esisteva politicamente ne economicamente ne socialmente.(Esisteva però nella cucina: regionale ma ITALIANA) Era  l’Italia dei Comuni e delle Signorie , oggi più spicciamente detta da qualcuno “delle Macroregioni” ma il senso è quello. Il fatto sta, a mio modo di vedere, che all’impegno ideologico si è sostituito un SENTIMENTO idealistico: un DESIDERIO fatto d’immediatezza, di soddisfazione quasi spasmodica. Un tifo calcistico  più che una costruzione politica. Uno scenario al posto di una visione. Ma io non credo che sia finita per i Laburisti Inglesi o per i Repubblicani Americani e la mia convinzione si fonda su un’ aspetto della natura umana che non è cancellabile  mai. Ovvero la constatazione, anzi la piena consapevolezza, che i SENTIMENTI sono tanto forti e invincibili quanto deboli e fragili. Essi, i sentimenti hanno lo stesso bisogno che hanno i  lattanti: essere continuamente alimentati, accuditi. Solo in questo modo possono sperare di  crescere e diventare adulti in grado di scegliere in autonomia ed in coscienza. Altrimenti svaniscono, sciolti come neve al sole. Al contrario delle convinzioni fatte di ideali: si può cambiare convinzione ma solo perché esse resistono al tempo e nel tempo.

Agostino Mastrogiacomo


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