Scrittore Sumero: passi e pensieri, la felicità

A passi svelti camminava nella penombra della strada stretta tra le mura di recinzione dei giardini delle abitazioni del quartiere a ridosso delle spiagge e delle scogliere.
Giardini di agrumi e palme.
Qualche lampione,  tante stelle e la luna illuminavano il percorso, ma il blu della notte lo avvolgeva.
Passo dopo passo procedeva, apprezzando la freschezza della notte e i profumi di quei giardini.
Guadagnava metri e più avanzava e più l’altra persona, ferma dietro al muro dell’incrocio, lo avvertiva,  sentiva i passi e la vicinanza.
Avanzava e allegramente pensava alla bella serata trascorsa chiacchierando con la simpatica cameriera della locanda. Inizio settimana, poca gente in giro, e nel locale dove aveva cenato era solo, quindi quella cameriera aveva potuto prestargli attenzione.
Lo aveva ascoltato, accogliendo con simpatia le sue riflessioni ironiche ed originali.
Ripensava alle sue battute e sorrideva nella notte.
A pochi metri l’altra persona coglieva la leggerezza del suo passo e provava ad immaginare cosa lo spingesse nella notte per quella strada.
Pronta ad incrociarlo per caso, attraversando casualmente quell’incrocio per finta.
No, comparendo all’improvviso sorprendendolo.
Neanche, magari chiamandolo, non muovendosi.
Manca poco.
Lui mentre pensava alla battuta che più fece sorridere la cameriera si fermò, guardò la luna, le stelle e scosse la testa come per chiedersi come l’avesse fatta.
Che bella luna, stelle che solo l’allegria sa toccare.
Quell’istante che fermò il suo passo raggelo’ il pensiero di quella persona che doveva decidere.
Pensò che sarebbe tornato indietro e non avrebbe più dovuto scegliere.
L’avrebbe seguito?
Seguito e fermato?
Spiato semplicemente?
Lui continuò a camminare, ad avanzare.
Niente, allora ritorna il vecchio piano, da incrociare.
Come?
Ripartono i pensieri, continuano i passi.
Istanti, lampi di pensiero.
Lui avvertì una sensazione piacevole, era il sorriso di quella ragazza che lavorava nel locale.
Pensò: carina, domani ci torno.
Domani le chiederò di incontrarci fuori dal lavoro.
Andrò da solo domani o in compagnia?
Solo, no, in compagnia. Coraggio, solo, perché deve capire che torno solo per lei.
Metri, pochi metri a quell’incrocio, a quell’incontro.
Solo come incontrarlo.
La distanza da una stella all’altra.
Volgeva lo sguardo verso la destra dell’ incrocio per attraversare, nessuno, continuò.
Si era girata la persona, girata nel buio, non si fece vedere.
Lo guardò di spalle, mentre proseguiva.
Pensò: domani tornerà alla taverna e continuerà a farmi sentire il suo pensiero.
Non ora, domani, se tornerà.
Lui guardava le stelle e sorridendo pensava: domani, se ci sarà.
Era passata davanti ad una scritta, stava per passare davanti ad una scritta, era in gesso sul muro: non vi è la strada per la felicità, ma la felicità è la strada.

Scrittore Sumero

 


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