Una riflessione sulle Foibe

Il 10 febbraio è un giorno particolare. E il Comune di Latina ha avuto la sensibilità di ricordarlo in via Cimarosa con una stele, intitolata a Norma Cossetto, infoibata nell’ottobre 1943 da partigiani jugoslavi e comunisti italiani. Il sindaco Coletta nel suo discorso non ha nominato da chi è stata violentata, seviziata, trucidata e infoibata Norma Cossetto, che aveva il solo difetto di essere italiana e figlia di un dirigente del partito fascista; se dobbiamo fare i conti con la storia è giusto farli in modo matematico, non tralasciando nulla, altrimenti continueremo con la accuse e i sospetti, rimpalli di responsabilità ed equivoci. Una maggiore obiettività sarebbe gradita, soprattutto nei confronti della Storia e degli innocenti, ma chi fa di una strategia politica esclusiva il suo credo non possiamo aspettarci aperture di sorta.
È un giorno in cui dovremmo sentirci fieri di appartenere alla nostra Patria. Oggi è la Giornata del Ricordo. Sono dovuti trascorrere anni di lotte, documenti, urla per ottenere che la Storia guardasse dentro le cavità carsiche e dentro il buco nero della propria anima, uguale a quella di chi per decenni ha negato il dramma delle barbare uccisioni e dell’esodo degli istriani, giuliani e dalmati.
Latina, da sempre città dell’accoglienza, ha accolto alla fine della guerra nelle sue strutture chi riuscì a fuggire dalla furia omicida comunista di Tito e dall’orrore dei suoi complici italiani che trucidarono altri italiani.
L’antidoto contro l’indifferenza resta la memoria, il ricordo di quello che è accaduto. Va ricordato ai posteri che il capo della Jugoslavia il maresciallo Tito e gruppi di partigiani comunisti italiani riversarono un odio cieco nei confronti di chi era italiano, ipotetico fascista e borghese, aprendo di fatto una caccia spietata che si concluse con il gettare uomini, donne e bambini dentro le foibe, le cavità carsiche della zona dell’Istria dove tra il 1943 e il 1947 ne furono scaraventati vivi e morti oltre diecimila. Oggi si onora Norma Cossetto, 19enne stuprata, uccisa e infoibata, tanti altri attendono ancora una preghiera, un ricordo, una scusa.
Chiedo un momento di raccoglimento per quella gente e di riflessione affinchè l’orrore abbandoni per sempre l’uomo. E soprattutto cerchiamo di mantenere vivo il ricordo contro l’oblio.

Angelo Tripodi


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