Scrittore Sumero: dedicato agli Uomini

L’ispirazione natalizia non ha assolutamente contaminato questo testo, avviso ai lettori.
Avviso alle lettrici: l’ispirazione carnevalesca, oggi 21 dicembre, ci pervade e i carri allegorici sprigionano parole per questo testo.
Negli anni ottanta erano gli eleganti politici a gigantegiare sui carri di Viareggio con I loro difetti fisici o con le interpretazioni delle espressioni e delle ambizioni.
Oggi vedi Raggi, Appendino, Coletta, Accorinti e Nogarin e I carristi si siedono ed applaudono tutto l’anno, non I cittadini.
La Raggi afferma che non si ricandidera’ per il secondo mandato, dopo un anno di Amministrazione; peccato, I romani ora vivranno quattro anni a chiederle di ripensarci, e’ troppo brava. File di auto bloccate per Roma in processione per chiederle di poterla votare. Topi che si animano giganteschi per aiutarla a fortificare il servizio dell’Ama. Alberi che si abbattono dalla delusione. Assessori che cambiano, dov’e’, dov’e’ il capostazione, sto viaggiando senza biglietto e senza destinazione… cantava Piero Pelu’…
E Coletta?
Che personaggio.
L’uomo che chiude tutto: le scuole, la piscina, il teatro, gli istituti degli ordini religiosi, I chioschi, il dormitorio comunale, l’iter del Centro di Alta diagnostica, il mercato coperto (non lo riapre), I parchi… sara’ timidezza o stitichezza amministrativa.
Coletta il pio dopo ottantacinque anni di malaffare, almeno e’ pio: assessore ai lavori pubblici ai domiciliari, mi dispiace, tutta la giunta denunciata dal dirigente di fiducia sul servizio del trasporto, il tar boccia il miglior suo spacchettamento, l’assessore al personale lascia con mille perplessita’ e poi e poi…l’importante e’ finire, cantava Mina…
Li chiamo per cognome come si usa per identificare una maschera, tipo Colombina ed Arlecchino.
Mai avrei scritto un testo simile se avessi dovuto contestare il loro operato amministrativo, mai li avrei presi in giro se fossero stati sindaci che sbagliavano, li avrei compresi.
Oggi non amministrano e ci fanno la morale quotidiana.
Oggi la scuola e’ chiusa per una caldaia e giudicano il passato. I bambini la recita di Natale non la fanno, qualcuno sta recitando un lungo Carnevale.
Ho visto il viso di un appassionato politico romano mentre uscivano un giorno le Ansa sulla Raggi e Il balletto degli assessori.
La sua espressione era uguale a quella di un play boy nei camerini di una sfilata di moda, di una donna senza affetto in pasticceria o di un sommelier nelle cantine della renania.
Non sapeva dove girarsi, da dove iniziare la contestazione, immobilizzato da troppo materiale.
Un effetto incredibile, ormai le trovate loro non fanno piu’ notizia. Le opposizioni sono talmente piene di spunti che non fanno nulla, aprono una contestazione e quegli altri dicono che la colpa e’ del passato e fanno un altro errore ed e’ una fatica rincorrerli.
Per gli altri tre di Livorno, Torino e Messina avrei da dire…mi limito a suggerire ad Accorinti di calzare un paio di scarpe, magari anche una camicia, la cravatta per loro e’ troppo, ma anche la tuta da lavoro.
Sono stufo di scrivere di questo argomento.
Vorrei provare a tracciare qualche riga sulla bellezza.
Ha la barba bianca, cosi’ come I capelli, magari I baffi neri imponenti e il ventre appesantito, e’ magro di stanchezza oppure gli occhiali li perde in continuazione, ha acciacchi oppure volteggia nelle sale da ballo, ha la stanchezza dell’eta’, ma quell’uomo comune come fa, dopo settanta, ottanta anni, a illumminarsi ancora quando parla del suo nuovo Presepe?
Perche’?
Dedicato agli uomini.

Scrittore Sumero

 


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