FIORE: 20 novembre Giornata mondiale dell’Infanzia

Oggi 20 novembre è la Giornata mondiale dell’infanzia, che ricorda l’approvazione il 20 novembre 1989 della Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Lazio Sociale intervista Gianni Palumbo, Presidente della rete educativa FIORE.

D. Oggi 20 novembre è la Giornata mondiale dell’infanzia, che ricorda l’approvazione il 20 novembre 1989 della Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. FIORE la rete educativa da lei presieduta ha lanciato una Campagna per promuovere la conoscenza della Convenzione. Quali sono le iniziative promosse?
R.
Ci siamo rivolti alle associazioni culturali e di volontariato alle cooperative aderenti a FIORE ed al Forum del Terzo Settore del Lazio, alle scuole, ai comuni del Lazio, al Comune di Roma, alle Università chiedendo di fare iniziative per riaccendere la luce nella buia stanza dell’applicazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.
Vogliamo aiutare genitori, educatori, insegnanti, agenzie educative, media, radio, TV locali a riprendere coraggio e partecipare alla ricostruire di una comunità educante che abbia comuni obiettivi educativi.
Abbiamo lanciato la sottoscrizione che chiuderemo a Natale di un appello al Presidente della Repubblica affinché bambini, adolescenti, giovani di entrambi i sessi, di tutte le condizioni sociali e personali e di tutte le provenienze tornino al primo posto nell’agenda delle priorità politiche nazionali. Siamo di fronte ad una chiara Emergenza Giovani Generazioni -EGG
Finora hanno aderito 20 comuni, in Umbria, Lazio, Calabria, 2 università, 20 enti di Terzo settore, docenti universitari, educatori, insegnanti, giuristi

D. Quanto è stato fatto, e quanto ancora resta da fare, nel nostro Paese, per la piena attuazione della Convenzione?
R.
Certo alcune cose importanti sono state già fatte a livello legislativo, come la nomina della Commissione Parlamentare Infanzia, quella di un Garante nazionale dell’Infanzia accompagnato dai Garanti regionali, il tutor dei minori in stato di abbandono, ma siamo ancora fermi sui diritti di cittadinanza come lo ius soli ancora fermo al Senato, sul lavoro minorile, sull’abbandono scolastico e su tutto il problema delle migrazioni dei minori non accompagnati, e della tratta.
Però è la sua applicazione ed attuazione pratica che deve migliorare, è la cultura, la comunità educante che non si fa sentire anzi spesso tra genitori e scuola s’è aperto un evidente conflitto a danno della scuola.
I diritti civili e le libertà , l’ambiente familiare e le misure alternative, la salute e l’assistenza, lo stile alimentare, l’educazione, il gioco e le attività culturali e le misure speciali per la tutela dei minori sono i campi sui quale occorre fare ancora altri passi avanti. E poi ci sono le gravissime inaudite violazioni che avvengono in troppi paesi del mondo come l’uso dei bambini e dei ragazzi sui campi di guerra, delle violenze sulle bambine, della schiavitù che provocano fuga e richieste asilo. E lungo sarebbe l’elenco
C’è il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) composto da oltre 90 Enti di Terzo Settore italiani che in rete con analoghi organismi europei e dell’ONU, Unicef e Save the Children in testa, controlla l’effettiva applicazione in Italia della Convenzione e dei suoi Protocolli Opzionali svolgendo le necessarie azioni di advocacy ,di difesa .

D. La RETE FIORE insieme all’Università Roma 3–cattedra di Pedagogia sociale– ha lanciato un Appello al Presidente della Repubblica? Cosa si chiede al Presidente?
R. Noi seguiamo col nostro Comitato scientifico quanto avviene nel campo della ricerca biologica, sociale ed educativa e sull’innovazione in atto. Condividiamo l’obiettivo dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’eliminazione della povertà nel mondo: “Combattere le povertà, dare lavoro, garantire un’educazione di qualità inclusiva ed equa, promuovere le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.”
Però, i recenti dati ISTAT sulla povertà (Luglio 2017)indicano in modo drammatico che l’Italia deve fare ancora molto per uscire dalla crisi.
Quattro milioni e 742 mila persone sono in stato di povertà assoluta: i giovani stanno peggio degli anziani e i bambini stanno peggio di tutti con 1 milione 292 mila in povertà assoluta (il 12,5% del totale). La crisi nata nel 2008 morde ancora soprattutto i più piccoli e quelli che sono nelle famiglie fragili. Ed il Fondo sociale nazionale è stato decurtato di oltre il 50% negli ultimi 10 anni .
Chiediamo al Parlamento e al Governo, prima che sia troppo tardi, di mettere al centro dell’agenda politica l’Emergenza Giovani Generazioni: investimenti, specie nelle periferie, su famiglia, scuola 0-18, anni, servizi e centri per le attività educative e culturali sul territorio

D. Cosa si dovrebbe fare per ridurre la povertà educativa minorile?
R.
La politica ha un ruolo centrale ma anche i cittadini specie quelli organizzati devono spingere istituzioni e forze politiche, protestare e soprattutto non stare a guardare sperando che altri facciano. Tutti ci dobbiamo rimboccare le maniche, studiare, mettere in piedi attività, sentirci parte della Comunità educante. Poiché educare viene dal latino e-ducere, tirare fuori le competenze che ciascuno ha e non inculcare solo nozioni astratte dobbiamo fare uno sforzo culturale e spingere a collaborare a livello territoriale tutte le agenzie educative esistenti affinché imparino a collaborare per la crescita dei più giovani. Noi ne indichiamo 8 aree:
• Enti di Terzo Settore (Associazioni, Cooperative Onlus, Volontariato, Ong, Fondazioni culturali)
• Università, Scuola, Docenti, Educatori
• Genitori, Nonni, Adulti e Cittadini in genere
• Istituzioni, Agenzie, Servizi Pubblici, Biblioteche. EE.LL. e loro rappresentanze
• Artisti, Poeti, Scrittori, Giornalisti, Media, Comunicatori
• Professionisti, Artigiani, Agricoltori, Commercianti. Loro rappresentanze
• Imprese ed Aziende (che Applicano la Responsabilità Sociale d’impresa), sapendo che il mercato è la principale agenzia educativa proponendo uno stile di vita competitivo e individualista e consumistico

D. Progetti, iniziative future?
R.
Proseguiremo ed amplieremo la Campagna per l’applicazione della Convenzione internazionale, stiamo preparando format su proposte educative relative alle diverse età, generi e fasi della vita, sulla legalità, l’educazione civica anche usando la web radio ADP per rilanciare la campagna su ambiente e nutrizione, e stiamo avviando progetti di formazione.
Partiamo a breve con e un intervento per ricostruire la comunità nelle aree del terremoto. Di questo se possibile ne parleremo in un altro colloquio perché vogliamo creare un’alleanza forte col sistema dei media

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FIORE è una rete nazionale educational. Www.retefiore.it FB: RETEFIORE educational
Nata in forma associativa nel gennaio 2001 ha sede a Roma; è formata da persone, associazioni, cooperative sociali, volontari, comitati, reti formali e informali.
È presente con sedi e rappresentanze nel Lazio, Umbria, Marche, Calabria.
Mission e obiettivi: Promuovere le politiche educative attive per favorire l’inclusione sociale. Promuovere la legalità, la nonviolenza, la difesa dell’ambiente, dei diritti umani, contrastare la povertà. Promuovere la nascita di comunità educanti.
Strumenti: Progetti promossi dalla rete o in partnership, campagne, attività, format , formazione, ricerche. Costruzioni di reti settoriali e protocolli.
Giannni Palumbo, Presidente FIORE – Federazione Italiana degli Organismi e Reti Educative, dal 2009 al 2017 è stato Portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio. Già Dirigente presso il Dipartimento politiche sociali, Infanzia, Famiglia, Consultori. Ultimo incarico Dirigente dell’Area prevenzione civica e diritti di cittadinanza, inclusi sicurezza urbana, immigrazione ed emigrazione. Coordinatore generale del Piano Regionale per l’Infanzia dal 1995 al 1999. Quattro campagne annuali per la diffusione e promozione della Convenzione int.le sui Diritti dell’Infanzia.

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