Scrittore Sumero: la politica torni umana, e allegra

È da agosto che non traccio sulle pagine di Lazio Sociale un discorso, una riflessione. Questo perchè dedicandomi a leggere gli articoli e i testi di altri mi rendo conto di quanto impegno ci sia nella ricerca e nella costruzione di soluzioni sociali.                      

Le soluzioni sociali sono gli obiettivi della politica: ad esempio se è vero che il lavoro è legato all’ economia, visto dal mercato, è, invece, legato all’essere umano se è visto dalla politica. La politica deve salvaguardare e favorire il lavoro per la realizzazione dell’essere umano, mentre il mercato deve produrre il lavoro per l’economia. Questa riflessione ci pone tanti interrogativi sulla fallacità dell’attuale sistema lavorativo e sul ruolo nobile della politica sovrastata dal mercato.                      

Gli indicatori del lavoro sono leggermente positivi in Italia in questi ultimi mesi. Ora, in una potenziale fase di miglioramento, vediamo i segni positivi sulla comunità? Purtroppo viviamo ancora una fase di pessimismo e negatività. La motivazione secondo il sottoscritto è che la politica in questa fase ha il compito di abbinare alle azioni di sviluppo quelle per la riduzione delle disuguaglianze. Delle azioni per lo sviluppo ci sono da parte della politica e finalmente ora vediamo qualcuna per l’eguaglianza: il Reis. Questa è la strada doppia, quella per riportare l’umanità al centro della politica e finalmente la politica nella umanità.

Questa ultima frase è di un politico italiano del ‘900, la espresse negli anni ’40: Giorgio Almirante. L’umanità nella politica e la politica nella umanità, riportare. La leggerei con attenzione, ci rifletterei, senza pregiudizio alcuno. Franco Cardini disse una frase, cioè che il dramma del novecento non è che il Hitler o Stalin avessero avuto torto ma che qualche ragione ce l’avessero. Riconoscere le ragioni degli altri è la capacità di rigenerare l’umanità, soprattutto nella politica. L’umanità nella politica che può far emergere il nuovo umanesimo del lavoro. Il lavoro con al centro l’uomo.                       

Abbiamo parlato nelle riflessioni scorse della capacità di divertirsi, divertere, dell’uomo sociale e della incapacità di farlo da parte degli uomini della finanza. Ci riferimmo anche al Presidente Craxi, che fu profetico nelle soluzioni della attuale crisi del Mediterraneo. Attaccò la finanza e andò in esilio. La sua soluzione partiva proprio dal divertere, cioè uscire da se stessi per andare incontro agli altri, una Italia in uscita, che andava verso la cooperazione in Africa. Lo diceva allora. Ora paghiamo e lo iniziamo a dire. Noi verso  l’Africa.                       

Abbiamo parlato di divertimento per la nostra idea di politica sociale, allora abbinerei anche il concetto di allegria. L’allegria è uno stato d’animo gioioso e chi ne è portatore è totalizzato da questo stesso stato d’animo. La nostra Europa ha scelto l’Inno alla Gioia per scattare in piedi con la mano sul petto, perché?                        La nostra Europa ora non è totalizzata dalla gioia; è proprio questo che manca. Sembra una bella e ricca donna a pezzi, che non digerisce le negatività. Il nostro Continente ha tutto e per vincere la sfida dell’Umanità ha solo bisogno di riconoscersi in una figura allegra, totalizzata dalla gioia che traspare in tutto il suo essere, luminoso negli occhi e fragoroso nel sorriso. Questa è la missione popolare della politica sociale.

Scrittore Sumero


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