Il gioco delle tre carte dell’assessore Buschini

Le parole, come era solito dire Nanni Moretti in una celebre scena di uno dei suoi film, sono importanti. Le parole, più che altro, possono avere un doppio significato e occorre quindi capire quale sia quello vero con un sforzo interpretativo. Ed è così che la decisione dell’assessore regionale ai rifiuti Mario Buschini di revocare la determinazione che approvava la tariffa di ingresso all’impianto di trattamento meccanico biologico della società Saf spa, con un aumento per i comini di circa il 30 %, potrebbe non essere risolutiva, più che altro potrebbe proprio non rappresentare una buona notizia.

 Già perché lo stesso Buschini, in una nota dai toni trionfalistici, ammette che la revoca è stata possibile “tenendo conto dell’incidenza dei finanziamenti della Regione Lazio, con un contributo per la società Saf spa (di proprietà pubblica) di sei milioni in conto capitale erogato alla Provincia di Frosinone per la realizzazione di opere che massimizzano la tutela ambientale e i minimizzano i costi di gestione”. Solo dopo la verifica dell’impiego e del risultato di tale importante investimento si potrà rivedere la tariffa. Tradotto dal politichese: non diamo queste brutte notizie a pochi mesi dalle elezioni e a poche settimane dall’inizio della campagna elettorale, rimandiamo tutto a dopo le urne.

Non sfuggirà poi al lettore attento che, seppur non ci sarà un aumento diretto della Tari, siano stati sempre i cittadini del Lazio a pagare. La Regione in fatti non stampa moneta e quindi i sei milioni di euro investiti su Saf derivano da quelli delle tasse pagati da tutti i cittadini del Lazio, anche quelli che di Saf non si servono.

In attesa di capire cosa avverrà, quindi, il dato rimane uno: i cittadini, indirettamente, hanno pagato una somma ingente per permettere a Saf di adeguare un impianto (adeguamento che sarebbe dovuto avvenire reinvestendo i guadagni negli anni) e in più, sempre i cittadini del Lazio, hanno pagato l’adeguamento di conferimento in discarica alla Mad di Valter Lozza, che riceve gli scarti di lavorazione proprio da Saf. La società ha ottenuto, questa volta dai tribunali, l’ok all’adeguamento della tariffa di conferimento che fino ad ora è costato, sempre alla Regione, poco più di tre milioni e mezzo di euro. Peccato che la stessa Mad sia sotto monitoraggio perché potenzialmente inquinante, con i risultati delle analisi previsti per fine ottobre e le anticipazioni di inizio estate che davano comunque per altamente probabile l’inquinamento del terreno. Come a dire, intanto ti ridiamo i soldi che ti spettano, poi per la bonifica (che costerà altrettanto) si vedrà chi pagherà.


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