I rifiuti, le tariffe variabili e gli assurdi viaggi verso l’estero

Mentre il mondo istituzionale naviga veloce verso le due settimane di calma piatta (quelle a cavallo di ferragosto) la produzione e lo smaltimento dei rifiuti non vanno, per fortuna, in vacanza  e anzi aumentano nelle località turistiche. Il carrozzone insomma avanza così come le sue contraddizioni.
La prima è quella legata ai prezzi: perché se l’immondizia prodotta è la stessa in tutta Italia è curioso vedere come i costi di conferimento siano diversi da capoluogo a capoluogo, nonostante il procedimento di trattamento dovrebbe essere sempre lo stesso (per fermarci al solo rifiuto indifferenziato). Di regola questo dovrebbe essere raccolto, conferito in un impianto di trattamento, processato e poi inviato a recupero energetico con gli scarti che finiscono in discarica.
Nella realtà la situazione è molto diversa: solo alcuni impianti (nella provincia pontina ne è un esempio quello di Rida Ambiente) lavorano così. In molti altri il rifiuto passa di mano in mano, finisce in enormi centri di trasferenza (ossia aree in cui viene accatastato per poi essere lavorato molto spesso in un’altra regione o nazione) o ancor peggio non viene davvero trattato essendo semplicemente smaltito.
Ognuno poi sembra lavorarlo a modo suo se è vero che, per una media di prezzo di poco inferiore ai 130 euro, alcuni giorni fa il commissario prefettizio di Colari (l’azienda che gestisce gli impianti di Malagrotta, di proprietà di Cerroni, finita commissariata dopo un interdittiva Antimafia) ha dichiarato che serviranno almeno 137 euro per lavorare il rifiuto. La giustificazione? I lunghi viaggi in nave fino in Portogallo dove con il prodotto finito viene prodotta energia. Una giustificazione che sta poco in piedi visto che altri impianti, anche nel Lazio, sono costretti ad inviare all’estero i prodotti finiti eppure praticano prezzi inferiori e visto che, soprattutto, un viaggio verso gli impianti di trattamento austriaci (dove finiscono molti rifiuti della Capitale) cosa solo un euro in più, ossia 138 euro.
La domanda ricorrente è però questa: perché nonostante le mega discariche, gli scandali, i nuovi impianti che sorgono ovunque, i rifiuti continuano a partire per l’estero? Miracolo Italiano: nel Bel Paese infatti ad essere autorizzate, soprattutto negli ultimi decenni, sono state soprattutto discariche, dove è finito di tutto (praticamente tutto quello che veniva raccolto dalle strade). Ancora oggi, nel Lazio, si autorizzano tritovagliatori (ad esempio quello di Rocca Cencia) che non trattano il rifiuto ma lo sminuzzano. In questo modo è normale che la lavorazione venga rallentata (anche perchè ci sono impianti, ancora l’occhio cade su Rida Ambiente, che potrebbero lavorare 450 tonnellate al giorno in più  e invece vengono lasciati a mezzo servizio) ma che soprattutto le discariche si riempiano prima. L’orientamento per risolvere l’impasse sembra quello di spingere sulla raccolta differenziata che pure appare come uno specchietto per le allodole se si pensa che il 50% del rifiuto raccolto si trasforma in rifiuto indifferenziato che deve poi essere trattato e smaltito.  Insomma, ottima la raccolta differenziata, ma solo se si implementa a braccetto con gli impianti tmb che sono naturalmente legati (per sistema di produzione) ai tanto temuti inceneritori che pure all’estero (è il caso di Vienna) sono costruiti anche al centro delle città, non inquinano e anzi producono energia in grado di far funzionare abitazioni private  e imprese.

Luce de Andrè


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...