Rifiuti: tasse sempre più salate a causa del monopolio forzato

Uno studio della Uil (pubblicato oggi, lunedì 24 luglio 2017) su Il Giornale, sottolinea come mediamente il costo della Tari sia cresciuto in Italia dell’1% nell’ultimo anno e come ci sia una forte disparità tra capoluoghi di provincia.

Una famiglia media spende ad esempio a Belluno 149 euro, ad Agrigento ben 474. Colpa della politica si dirà. Beh, non solo. O meglio la politica, a livello provinciale ma anche comunale per finire alla Regione, in molti casi chiude gli occhi, oppure facilita, con atti ufficiali, alcuni imprenditori che hanno trovato nel settore rifiuti una vera e propria assicurazione sulla vita.

Si guardi ad esempio a quanto avvenuto in provincia di Viterbo dove, a causa di un incendio che ha colpito l’impianto Tmb di Ecologia Viterbo, la società ha deciso unilateralmente di aumentare del 65 % il costo di conferimento nel proprio impianto. Una scelta fuori da ogni logica a cui la Regione non ha ancora dato risposte o posto soluzione. La società, che dovrebbe provvedere da sola al rischio di impresa, ha deciso che il costo del conferimento passerà da 110 a 171  euro per tonnellata. I sindaci protestano ma nessuna precauzione è stata ad oggi presa.

 Eppure, nella regione, esistono degli impianti dove il conferimento costa meno (si guardi alla Rida ambiente di Aprilia dove ai Comuni viene offerta una tariffa di 129 euro). Un impianto, quello apriliano, che potrebbe ospitare ulteriori 450 tonnellate di rifiuti al giorno rispetto a quelli attualmente trattati. A rimetterci poi non sono solo i cittadini ma lo stesso ambiente. A causa dell’incendio dell’impianto, infatti, lo stabilimento di Viterbo non opera, in questo momento, come impianto di recupero di rifiuti ma di smaltimento (con i rifiuti che vengono poi inviati fuori regione). Il trattamento Tmb, se eseguito, permette invece di lavorare il rifiuto e recuperarlo per poi avviarlo, quando ormai non c’è più pericolo che inquini, ad inceneritore che crea energia. A poter fare qualcosa, ed evitare anche il salasso economico, sarebbero gli stessi Comuni che potrebbero fare richiesta di conferimento agli altri impianti presenti sul territorio che, a conti fatti, non lavorano ancora a pieno regime.

I metodi per far risparmiare i cittadini, insomma, ci sarebbero. Occorre capire perché la politica non li prenda in considerazione.

Andrea  Lucidi


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