Il doppio volto della Regione su Sep: prima concede i rifiuti poi chiede controlli

Non sono solo i cittadini di Mazzocchio, Pontinia, Roccasecca e Priverno a ipotizzare che qualcosa, nell’impianto di compostaggio Sep, non funzioni. Dopo settimane di incessanti proteste, lettere, articoli di giornali, anche la Regione Lazio (precisamente la direzione regionale ambiente e sistemi naturali area conservazione e tutela qualità dell’ambiente) ha espressamente richiesto di verificare gli odori molesti che stanno inondando, da settimane, il territorio di Pontinia.

Nel documento firmato dal funzionario tecnico Federico Silvestri e dal dirigente di area Aldo Palombo si legge espressamente: “si invitano codeste spettabili amministrazioni (Comune di Pontinia, Provincia di Latina, Asl e Arpa) come già fatto con precedente nota del 20/04/2016, a coordinarsi e ad effettuare sopralluoghi presso il sito della società Sep per verificare lo stato di insalubrità dei luoghi dovuto a miasmi e a mettere in azione interventi volti all’eliminazione degli stessi, finalizzati a ripristinare condizioni di salubrità dell’aria accettabili per la popolazione residente nei dintorni del sito e da tempo vittima dei cattivi odori”.

Un’azione doverosa e che certo fa tirare, per ora, un sospiro di sollievo ai cittadini della zona ma sono tante le domande che rimangono senza una risposta.

Perché se è vero che la situazione è peggiorata nelle ultime settimane (da quando la stessa Regione per mano della dirigente Tosini ha autorizzato l’aumento del conferimento di rifiuti in Sep a seguito del blocco del conferimento dell’organico in Rida Ambiente) è anche vero che lo stesso ufficio che ora chiede i controlli afferma di aver chiesto la medesima cosa addirittura nell’aprile dello scorso anno.

Di qui la domanda: come mai se un ufficio della Regione ha già chiesto un controllo su un’azienda che a detta dei residenti (supportati da decine di referti del pronto soccorso di Latina) sta avvelenando l’aria, un altro ufficio, prima di effettuare tali controlli, ha concesso l’aumento del conferimento di 50 tonnellate al giorno nell’impianto? E perché una società legata alla proprietà dello stabilimento è stata autorizzata a costruire un nuovo impianto di trattamento esattamente di fronte ai capannoni di Mazzocchio che dovrebbe essere attivo entro il 2018 sempre prima che fosse fatta luce sul possibile inquinamento? Che ci sia un così profondo deficit di comunicazione tra uffici regionali? Oppure occorre pensare che i fini perseguiti dai dirigenti siano diversi?

Di certo la Regione ha dimostrato, nel recente passato, di poter essere celere. Lo ha dimostrato nel giugno scorso con Rida Ambiente la quale, in meno di 72 ore, è stata diffidata tre volte dalla Regione a seguito di controlli che avevano rilevato (poi smentiti da ulteriori analisi) un indice respirometrico superiore al consentito, con l’azienda che aveva deciso di chiudere i battenti salvo essere costretta a riaprirli in meno di 48 ore grazie a un’ordinanza della provincia di Latina che vietava però il conferimento dell’organico.

Andrea Lucidi


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