“Tre cuori per la musica” – Un progetto di FareRete al servizio del BeneComune e a supporto della Telemedicina – serata di beneficenza venerdì 9 giugno ore 20.30

“Tre cuori per la musica” – La telemedicina del Policlinico Casilino di Roma per l’Africa impegnata anche per il 2017.

Un progetto di FareRete al servizio del BeneComune e a supporto della Telemedicina.
Secondo step l’acquisto di 2 elettrocardiografi da destinare alla Repubblica Democratica del Congo, al centro medico pubblico “Clinique Franciscaine” situato nella periferia della città’ di Brazzaville, diretto da padre Wilfrid Bikouta, attualmente amm.re presso la parrocchia di Santa Maria del Pianto (Monte San Giovanni Campano, diocesi di Frosinone). Gli elettrocardiografi serviranno per attivare un servizio di Teleconsulting e diagnosi a distanza tra il centro salute congolese e il Servizio di Telecardiologia dell’Ospedale Policlinico Casilino, diretto dal Prof. Leonardo Calò.

Il 9 giugno una serata di beneficienza

Con l’Africa abbiamo un debito. Un debito filiale. Quello che si contrae con chi ti ha generato e che certuni ritengono inestinguibile. Proprio per questo motivo l’impegno di solidarietà umana nei confronti di chi è rimasto indietro o non ce la fa a mantenere il passo del progresso umano e sociale, acquista un carattere imperativo ineludibile, tentare di sfuggire al quale non contravviene solo allo spirito di solidarietà umana ma si traduce nei fatti nel rinnegare la nostra stessa natura.
Occorre quindi darsi da fare, impegnarsi per colmare questo divario, nello spirito di “non lasciare indietro nessuno”. Il principio di fratellanza che ci apparenta a tutti i membri della specie umana, nel caso dell’Africa dovremmo sentirlo quanto mai stringente, quasi carnale nei fatti, data questa discendenza diretta dai primi abitatori del continente nero e che si sono spinti al di fuori di esso a popolare il resto del mondo dando alla luce, tra gli altri, noi, moderni abitatori d’Europa.
È fuor di dubbio che ciascuno abbia il diritto pieno di poter condurre la propria esistenza nella terra in cui sono nati lui ed i suoi avi, alla cui cultura appartiene, nell’ambiente che ha impresso in lui i suoi caratteri spirituali e fisici. Ma godere di tale diritto è cosa tutt’altro che scontata quando le risorse primarie scarseggiano e il vivere quotidiano è agro se non impossibile. È ben per questo che l’impegno di chi più ha e può, acquista ancora più valore se mirato a permettere a chi non ha e meno può, di poter condurre la propria esistenza nel luogo dov’è nato e a cui appartiene, senza costringerlo ad abbandonarlo per affrontare la drammatica ventura dell’espianto dalla propria terra e della migrazione.
La risposta naturale primaria che gli esseri umani hanno sempre dato alla scarsità di risorse è la cooperazione, organizzandosi in gruppi e comunità sempre più strutturate ed omogenee per perseguire obiettivi di progresso che migliorassero le loro condizioni. Tuttavia talvolta, per ragioni diverse, tale strumento non può essere messo in funzione o non è in grado di generare gli effetti sperati. È in questi casi che il cerchio della cooperazione deve attivarsi in forma di solidarietà allargandosi fino a comprendere chi può, chi è in grado, chi possiede più risorse, tecnologie e conoscenze. In questo senso siamo tutti chiamati al soccorso di chi ha bisogno, e non solo in nome d’un principio di fratellanza, bensì anche in ragione del fatto che nell’altro c’è la nostra immagine, c’è qualcosa che non è altro che noi stessi.
L’edizione 2017 di un battito per l’Africa rivolge la sua attenzione alla Repubblica Democratica del Congo (RDC) altra realtà le cui necessità superano costantemente quanto si riesce a fare.
E le statistiche, nonostante alcuni miglioramenti, confermano amaramente questo stato di necessità.
Nonostante i suoi 80 milioni di ettari di terra coltivabile e i 1.100 siti minerari che ne giustificherebbero un rimarchevole potenziale di sviluppo economico, la situazione sanitaria della Repubblica Democratica del Congo (RDC) non e’ altrettanto positiva. Il profilo epidemiologico della popolazione della RDC è dominato dalla presenza delle malattie infettive e parassitarie. La situazione è quindi caratterizzata da una continua emersione di epidemie che con difficoltà vengono controllate. Nelle zone urbane stanno però anche emergendo le patologie cardiovascolari e tumorali. Il tasso di mortalità materna è di 850 su 100.000 nati vivi mentre quello di mortalità infantile si attesta a 192 per 1.000. Le problematiche sanitarie più impellenti sono rappresentate dalla mancanza di risorse umane, da un insufficiente sistema di approvvigionamento dei farmaci, dal sotto-finanziamento della sanità, dallo scarso controllo delle malattie trasmissibili e non trasmissibili e da una non efficiente strutturazione della sanità pubblica (considerato che il 60% delle strutture ospedaliere è gestito a livello privato) che colpisce ovviamente la popolazione meno abbiente.
La finalità dell’evento di quest’anno sarà quella di raccogliere fondi per acquistare e donare 2 elettrocardiografi al centro medico pubblico “Clinique Franciscaine” situato nella periferia della città’ di Brazzaville, diretto da padre Wilfrid Bikouta, attualmente amm.re presso la parrocchia di Santa Maria del Pianto (Monte San Giovanni Campano, diocesi di Frosinone).
Gli elettrocardiografi serviranno per attivare un servizio di Teleconsulting e diagnosi a distanza tra il centro salute congolese e il Servizio di Telecardiologia dell’Ospedale Policlinico Casilino, diretto dal Prof. Leonardo Calò.
La traccia elettrocardiografica verrà trasmessa (sfruttando la tecnologia Mobile o Web) a distanza ed in tempo reale presso il servizio di telecardiologia. Tutto ciò e’ reso possibile grazie alla partnership tra l’ospedale Policlinico Casilino e l’azienda MovingCare che nasce dall’incontro con il know-how scientifico di un gruppo di professionisti medici di livello internazionale, creando un moderno centro operativo di Telemedicina ad alta tecnologia.
Lo scorso anno (2016) i primi pazienti destinatari degli elettrocardiografi medianti i fondi raccolti nel prima edizione di 3 Cuori per la musica sono stati quelli dell’Ospedale HOPITAL SAINT JEAN DE DIEU situato nella città di Thiès in Senegal grazie ad un progetto di sostegno (richiesto dalla Diocesi di Thies) sostenuto dalla Fondazione il Buon Samaritano il cui vice presidente e’ il Monsignor Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, Segretario del Pontificio Consiglio per gli operatori Sanitari.

Serata di Beneficenza (3 Cuori per la Musica II Edizione).
La raccolta dei fondi necessari all’acquisto dei nuovi elettrocardiografi avverrà attraverso una serata di beneficenza che avrà luogo a Roma venerdì 9 Giugno 2017 e vedrà come protagonisti tre gruppi musicali formati da medici cardiologi e non, che per il secondo anno consecutivo si riuniranno con rinnovato entusiasmo per mettere a disposizione le loro doti artistiche ad una causa benefica. Inoltre la nuova formula di “Tre cuori per la musica” prevede di ospitare sul palco una “tribute band” già nota nello scenario musicale romano e nazionale. Il primo gruppo musicale “Early meets late” è capitanato dal cardiologo chitarrista Marco Rebecchi (Policlinico Casilino, Roma), dal chirurgo vascolare Massimiliano Millarelli (Policlinico Casilino, Roma) batterista del gruppo e dalla cantante Alina Mungo. Il secondo gruppo “QRS largo” è condotto dal batterista Giuseppe Placanica (Cardiologo presso il Policlinico Umberto I, Univerisità di Roma, La Sapienza) e dal bassista Antonio Ciccaglioni (Responsabile del Centro di Elettrostimolazione, presso il Policlinico Umberto I, Università di Roma “La Sapienza”). Infine, Il terzo gruppo ( categoria Academy), Bbjazz 4et, e’ capitanato dal nefrologo del Policlinico Umberto I e pianista Rosario Cianci.
La prima tribute band che parteciperà alla nuova edizione del 2017 sarà quella degli “AristocraticA”, tributo ai Matia Bazar, capitanati dalla cantante Roberta Petteruti e dal chitarrista Mauro Matteucci , che suoneranno insieme al pianista Mauro Sabbione, autore e tastierista dei Matia Bazar e dei Litfiba.
Infine, impreziosirà la serata l’esibizione dei Makumba, compagnia di ballo africano che ci trasporterà nel continente nero sull’onda dei ritmi e delle sonorità tradizionali del loro Paese. La serata si dividerà in due tempi di 45 minuti ciascuno in cui gli spazi musicali saranno intervallati da momenti informativi riguardanti le tematiche più significative delle associazioni Onlus organizzatrici, sempre in relazione alle finalità del progetto.
Le ONLUS.
L’evento di beneficienza “Tre cuori per la musica” è organizzato e sostenuto da 2 associazioni: “Insieme per un cuore più sano” e “FareRete-Innovazione il Bene Comune
“Insieme per un cuore più sano” nasce a Grottaferrata il 27 dicembre 2006 dall’esigenza di curare le più gravi malattie cardiache, come lo scompenso, la morte improvvisa ed altre tipologie di aritmie, le cui cure sono attualmente spesso difficili e inefficaci. La ricerca è l’unica possibilità concreta per migliorare progressivamente la terapia di queste patologie che ad oggi causano oltre il 50% della mortalità totale. Gli scopi dell’associazione sono:
• sostenere la ricerca scientifica nell’ambito delle patologie cardiache;
• promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari;
• sostenere moralmente ed economicamente i malati cardiopatici gravi con difficoltà finanziarie;
• sostenere l’aggiornamento e la formazione del personale medico-infermieristico e tecnico afferente alla cardiologia, al pari della realizzazione di pubblicazioni a carattere scientifico.
L’altra ONLIUS impegnata nella serata è “FareRete-Innovazione il Bene Comune” fondata nel 2015 per raggiungere “Il benessere e la salute in un mondo aperto a tutti”. Si tratta di un network autonomo di esperti multi settoriali che persegue l’innovazione come Bene Comune nel settore della salute e del benessere dell’essere umano, esteso alla prevenzione ed alla promozione sociale. FareRete, che opera mediante l’ideazione e la gestione di progetti ad hoc, si basa su 3 principi: il primato della Persona, poiché al centro del suo progetto sono l’essere umano e l’intrinseca, alta dignità della sua esistenza; il Bene Comune, vero grande fattore di innovazione universale ed inclusiva, inteso come agire e pensare in nome del bene collettivo; la partecipazione, cioè la realizzazione di relazioni di scambio tra soggetti sociali, in una prospettiva di piena condivisione della responsabilità e dell’impegno personali.

L’appuntamento quindi è per Venerdì 9 Giugno alle ore 20:30 presso il Teatro Parioli di Roma, dove i cuori di tutti batteranno all’unisono per l’Africa.

Leonardo Calò e Marco Rebecchi
Policlinico Casilino, Roma

Massimo Picàri
FareRete onlus


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