Assistenti sociali, sempre più numerosi e precari

L’assistente sociale, una figura che ricorre spesso nelle cronache dei giornali e nelle attività legate al welfare, in continua evoluzione eppure ancora poco conosciuta nelle sue sfaccettature.

Sono sempre di più le donne (e in minima parte gli uomini) che si specializzano in questa professione: 42.322 in tutta Italia secondo i dati forniti dal consiglio nazionale dell’ordine, divisi in due sezioni: una dedicata a coloro che sono in possesso di una laurea specialistica, l’altra riservata ai diplomi di laurea triennale. Nella provincia di Latina gli iscritti sono poco più di 400 molti dei quali disoccupati o impiegati con contratti a progetto poco remunerativi. Una difficoltà che non frena il desiderio di proseguire nella professione ma che rischia di rendere gli assistenti sociali di provincia quasi degli assistenti sociali di serie B come ha spiegato a Latina Oggi Aurora Righetti, unica candidata pontina, per ora, per il rinnovo del consiglio regionale dell’ordine le cui elezioni sono previste a giugno e dove siederanno, per quattro anni, 15 rappresentanti della categoria.

“Se sarò eletta voglio puntare l’attenzione, in maniera più decisa, sulle periferie, sulle problematiche locali, sul confronto nei territori e sulla formazione. Vorrei maggiormente concentrare l’attenzione sulle difficoltà che i colleghi incontrano in un sempre più diffuso disagio sociale, promuovendo corsi in base alle esigenze territoriali. Vorrei fare seminari sulle problematiche legate alla carenza di servizi, sulle diseguaglianze sociali e sulla difficolta di creare rete e momenti di confronto sui territori”.

Più complicato il versante delle tutele contrattuali: “L’ordine, anche quello nazionale, non può fare tanto anche se sono numerosi i tavoli di studio e le pressioni effettuate, fermo restando che per le controversie con i datori di lavoro si può sempre fare riferimento all’ordine. La riforma da fare è prima di tutto a livello culturale, per far capire sempre di più l’effettivo ruolo e l’importanza che può rivestire un assistente sociale e anche in questo caso avere una rappresentanza dei territori cosiddetti periferici non può che far bene alla categoria”.

La mancanza dei corsi dei formazione rappresenta, per Righetti, un punto dolente per l’assistenza sociale in provincia: “Ho frequentato numerosi corsi, tutti fuori provincia ed è così che dal 2016 ho iniziato il mio percorso come formatrice al fine di portare sul territorio pontino corsi per assistenti sociali e per tutte le professioni che lavorano in questo campo. A Marzo di quest’anno si è tenuto a Latina il primo corso diretto da me dal titolo “Oltre la disabilità ci siamo noi” organizzato presso il centro Sant’Alessio dove coordino tutti gli interventi e l’accoglienza utenti in raccordo con il coordinatore e con le altre operatrici. Importante la risposta del territorio con oltre 60 iscritti e di conseguenza la voglia di organizzare un secondo corso dedicato all’anziano come parte attiva della comunità”.

Ma qual è il ruolo principale di un assistente sociale? “Il ruolo primario che dovrebbe ricoprire un assistente sociale è quello di fare da raccordo tra le istituzioni e le risorse del territorio e i bisogni dell’utenza – spiega Righetti-. Quindi bisogna mettere in luce tutte le risorse presenti, tutte le varie associazioni del terzo settore che possono essere messe in rete, per rispondere al meglio ai bisogni dell’utenza”.

La figura dell’assistente sociale è prevista, ad oggi, in tutti i servizi territoriali dell’Ente locale e delle Aziende Asl rivolti alle famiglie, ai minori e agli adolescenti, alle persone adulte che per ragioni socio-economiche, culturali, sanitarie si trovano in situazione di difficoltà o a rischio di esclusione sociale ed emarginazione, alle persone disabili e anziane.  Rientra nelle sue competenze anche il rapporto con il tribunale e il giudice minorile in tema di adozione e affidamento famigliare.

Andrea Lucidi

 

 

 

 

 

 


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