I tutori delle regole che sviliscono la democrazia

Ogni sistema di governo è sottoposto a pressione perche si possa modificare, adattare anche stravolgere in funzione di chi si sente limitato dal sistema stesso. Limitato nelle azioni, limitato nelle proposte, nelle attuazioni ed anche limitato nell’avere potere .

Il potere di incidere sulle decisioni da prendere, sugli indirizzi da percorrere e , gradatamente e pericolosamente, sul disporre atti ed azioni che inevitabilmente limiteranno le possibilità in ogni ordine e grado di altri schieramenti avversari. La questione è nota da sempre ed ogni società , anche quella più tribale , si è organizzata per ottenere il modus operandi più adatto , o che si ritenesse tale, per avere regole e governo. C’e differenza tra regole e diritti, differenza sostanziale e formale, che affronteremo qualche riga più sotto e che è l’argomento di questo post.

Insomma ogni sistema di governo è teso a conservare se stesso dalle pressioni che vogliono modificarlo o adattarlo. Questo è evidente per tutte le forme di dittatura, che indifferentemente non si definiscono mai per quello che sono ma si camuffano dietro altre definizioni e quella più frequente è “REPUBBLICA” ma anche “STATO” a cui segue l’appellativo “POPOLARE” che diventa una forma di garanzia del diritto di esercitare la negazione della maggior parte dei DIRITTI, sostituiti invece dalle REGOLE.

Nella Grecia antica fu concepita la DEMOCRAZIA, ovvero il sistema che meglio di ogni altro potesse garantire la rappresentanza ad ogni componente del popolo e che ne proteggesse e tutelasse i DIRITTI. Le REGOLE erano e sono ancora l’insieme delle norme che regolano la società nel suo specifico. Le REGOLE non riguardano l’uomo ma il suo vivere in comunità mentre i DIRITTI, anche quelli collettivi, sono intrinsecamente legati alla persona. Nonostante l’umanità abbia fatto molto negli ultimi 100 anni per affrancarsi dalle società dove vigevano soprattutto le REGOLE ed abbia puntato diritta al conseguimento dei DIRITTI delle persone, da qualche anno le resistenze ed i fastidi verso questa concezione, che è riconosciuta dal tempo della Roma antica, montano su come lava che vuole eruttare.

Ed esempi di questo vento sfavorevole sono nel plauso che riscuotono  uomini  di governo come Trump e Putin, i quali  sono apprezzati e altamente considerati da molti. E senza andare troppo lontano direi che in casa nostra abbiamo un esempio specchiato di chi confonde Regole con Diritti . Beppe Grillo con il suo Movimento 5 Stelle è avviato nel solco di questo tracciato che mescola regole con democrazia, peraltro senza coerenza per l’una e per le altre. E lo strumento utilizzato è il linguaggio, per meglio dire il MESSAGGIO che ossessivamente ripetuto perde di significato e ne assume un altro. Così “democrazia che viene dal basso” è in realta “bassa democrazia” , chi comanda su tutto e tutti senza contradditorio, che commina pene, esclusioni, promuove, elimina, camuffa si chiama ossessivamente “Garante”e non capo assoluto, dittatore, come sarebbe opportuno  e con  questo modo di stravolgere il linguaggio e la sua logica si fa passare per alto profilo il fatto che nessun condannato possa essere eletto a rappresentare il popolo in parlamento, cosa condivisibile in linea di principio, ma acclara che un qualsiasi condannato, come è nei fatti,  può determinare in modo draconico le decisioni dello stesso parlamento che si intende tutelare dal male. Al punto tale che nessuno dei sostenitori  , confuso dal MESSAGGIO ,ne coglie la tremenda contraddizione Durante i pasti dei monaci Benedettini , uno di loro digiuna e legge dei passi da testi sacri. Chiude il pasto con la frase che invoca ai suoi fratelli “ Ricorda Monaco : è la regola che fa l’uomo ma è la sua interpretazione che lo rende affine alla volontà di  Dio”. Cosa che può assumere significati diversi ed opposti. E chi intende manipolare sa molto bene come utilizzare.

Agostino Mastrogiacomo

 

 

 

 


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